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Scialpinismo in Albania-Kosovo

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Il desiderio di viaggiare e visitare posti inusuali con la scusa di fare scialpinismo permane e quest’anno la scelta è stata Kossovo e Albania, due paesi a noi vicini di cui si sa poco e ,a torto, giudicati spesso pericolosi o poco raccomandabili.

Sull’Albania qualche informazione si trova, ma riguardo al Kossovo si sa poco o nulla. Il Kossovo poi non è neanche una meta turistica e lo si associa solo alle recenti tragedie balcaniche. E’ il più giovane stato d’Europa (la dichiarazione d’indipendenza è del 2008) e la sua storia recente è alquanto travagliata. Dopo i bombardamenti NATO del ‘99 per difendere gli albanesi dai serbi, che reputano il Kossovo parte del loro paese, la regione è diventata un protettorato ONU ed è tuttora presidiata dalla forza multinazionale KFOR presente schierata a difesa dei luoghi simbolo (chiese e monasteri) dei serbi ortodossi.

La maggioranza della popolazione è albanese di religione mussulmana. Noi non abbiamo avuto problemi di nessun tipo anche se poi è molto particolare andare in gita e trovare i militari di diverse nazioni in missione. Altra questione a cui non siamo più abituati è il passare tanti confini (Albania,Kossovo, Montenegro, Bosnia e Croazia)in una zona che sino a 25 anni fa era unita sotto la Jugoslavia ed era divisa dall’Albania da un confine all’epoca invalicabile. Particolare la partenza da casa con la nave

Lo sci è la scusa, l’importante è il viaggio
Michel Parmentier (scialpinista viaggiatore)