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Scialpinismo in Iran (2014)

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Mercoledì 19 Marzo
Sveglia verso le 10. Siamo tutti e 4 un po’ sullo stanchetto, ma una buona colazione ci rimette in sesto. Hamed e il cuoco sono molto cordiali e il posto ci sembra un po’ meno orrendo. Decidiamo di fare una prima gitina di 600 m che parte dal passo. La giornata è muffa, sole e nuvole si alternano. La neve è poca e fa anche abbastanza caldo. La gita comunque non è male. Siamo tutti di buon umore e felici di aver cominciato assieme questa nuova avventura. Rientrati in rifugio, dopo una piccola sosta per una birra analcolica al passo, ci attende un buon the caldo con biscotti, due chiacchiere e relax prima della meritata cena.

Giovedì 20 Marzo
Sveglia alle 6. La giornata sembra buona. La gita inizia alla periferia di Polur a lato della strada e per attraversarla rischiamo la vita. Durante la notte ha nevicato circa 5 cm e il paesaggio è molto più bello. Sembra anche che la temperatura sia migliore. L’itinerario di salita inizia con il superamento di un’enorme valanga. Salendo il panorama si fa sempre più bello. Sulla nostra sinistra compare in tutta la sua bellezza il Damavand. Veramente un gran spettacolo. La gita con circa 1000 metri di salita porta alla cima del….. Da qui la discesa sarà bellissima su uno spolverino di neve fresca caduta nella notte. Ridiscesi andiamo in un localino lungo la strada a berci una birra analcolica. Il locale è particolare, per alpinisti con foto di montagne e un bel ambiente. Rientriamo in ostello, facciamo una piccola merenda, doccia e partenza per il mar Caspio ospiti della fidanzata di Mohamed. C’è molto traffico per l’imminente festività del capodanno persiano. Alle 20.20 festeggeremo l’arrivo del 1293. Arriviamo a destinazione dopo quasi 3 ore. Il posto è particolare. Area recintata con guardie all’ingresso. Ci attendono un’infinità di donne e un solo uomo. La casa è molto bella e sprigiona ricchezza che sicuro non manca. La fidanzata ha vissuto a Boston e parla un inglese perfetto. Tutti sono molto socievoli. Ci organizzano la cena con balli locali davanti al televisore sempre acceso su un’emittente iraniana di Londra. La cena è a base di pesce fatto alla griglia con una marea di spine, condito con varie spezie. Andiamo a dormire tardino per i nostri ritmi. La nostra camera sarà il soggiorno, su uno splendido tappeto persiano senza materassini (non ci avevano avvisato che mancavano i letti per tutti)

Venerdì 21 Marzo
Sveglia con calma alle 8.30.Ottima colazione in compagnia e poi passeggiata sulla spiaggia del mar Caspio. Il paesaggio è desolante, la spiaggia è tipo Rimini dismessa. Tira un forte vento e sulla battigia ci sono un sacco di conchiglie, qualche pesce morto e nessuna alga. C’è gente che passeggia. Le donne sono ovviamente tutte con il velo, ma qui l’ambiente è più permissivo. La nostra capo casa infatti porta un cappello di lana rossa. In casa poi ovviamente il velo non esiste e si vestono anche in maniera occidentale con trucchi, unghie colorate e capelli cotonati. Ci sediamo fuori in giardino e sotto il sole siamo in maniche corte. Per pranzo ci preparano dei spiedini di carne fatti come la sera prima cucinati sulla griglia esterna. Verso le 16 partiamo verso le nostre montagne. Arriviamo a Polur alle 18.30 e decidiamo di passare la serata nel locale bar per alpinisti di ieri. Qui ci servono una cena con le loro solite cose, formaggi, salsine, riso e pane buonissimo. Conosciamo anche un polacco dell’ambasciata di Teheran che domani verrà con noi in gita. Bella giornata di relax e chiacchiere con i locali.

Sabato 22 Marzo
Giornata negativa. La giornata non è bella, freschetta e nebbiosa. Proviamo ad andare in gita ma le condizioni sia di neve (assente)che di tempo(nebbia e nevischio) ci consigliano di abbandonare dopo aver provato ad addentrarci in una valletta pietrosa. Al ritorno visitiamo un fantomatico centro termale situato dentro un edificio fatiscente e poi sosta ad una moschea. Rientro mesto e pomeriggio di relax forzato. Al gruppo si è aggiunto un polacco (Macic) e una giovane guida il cui ruolo non abbiamo ben capito. In rifugio sono arrivati dei ragazzi che arrampicano nella palestra indoor che occupa l’80% del rifugio.

Domenica 23 Marzo
Giornatona! Sveglia alle 5.30La gita prevede 1500 m di salita. Inizia da un paese che d’inverno è quasi disabitato con la sbarra all’ingresso. La giornata è meravigliosa ma freddina. La salita è piacevole fin sotto la vetta. Costeggiamo un’enorme valanga e ci fermiamo spesso per ricompattarci. Tante le foto con il Damavand sullo sfondo. In cima c’è un forte vento e temperatura bassina. Restiamo il minimo indispensabile poi giù con 1500 m di neve sciabilissima e tratti bella e a tratti leggermente ventata. Fine gita meritata birra analcolica e poi relax

Lunedì 24 Marzo
E’ l’ultima gita. Sveglia alle 6.20 e colazione alle 6.30. anche oggi ci dirigiamo nella valle dove abbiamo fatto la gita ieri. Anche oggi giornata spettacolare con addirittura meno vento. La gita sarà molto più impegnativa con un lungo pezzo molto pendente che saliamo a piedi. La cima come al solito bellissima ma fredda. Discesa su neve abbastanza difficile ma alla fine 1450 m di disl con 7h 40’ di gita….. Dopo gita solita birra e cena in compagnia di 3 nuovi tedeschi arrivati stanotte.

Martedì 25/3 Marzo
E’ il giorno della partenza dai monti. Prepariamo tutto e veniamo affidati a Milad, la nostra nuova guida per la parte turistica del viaggio. Partiamo verso le 9.00. il viaggio durerà parecchio. Attraversiamo la parte sud di Teheran. Il traffico è notevole. Niente camion, ma una quantità infinita di macchine lungo una grande strada a 3-4 corsie. Ci fermiamo in un autogrill e qui cominciamo a capire che siamo noi le mosche bianche. Tutti ci guardano, ci chiedono da dove veniamo, si fanno fotografare con noi. Proseguiamo e ci fermiamo a pranzo a Kashan in un ristorante prezioso, con camerieri e silenzio. Finito di pranzare andiamo a visitare i famosi giardini che sono invasi da una marea di persone. La zona è arida, ma qui ci sono vasche e fontane. Ripartiamo alla volta di Isfahan dove arriviamo verso le 17. L’albergo è di lusso (4 stelle) in posizione centralissima. Ci rimettiamo in sesto per circa un’ora e poi andiamo a vistare 3 dei famosissimi ponti che attraversano il fiume della città che da 15 anni è in secca. C’è una marea di gente anche qui, i ponti sono bellissimi. Andiamo a cena sul tardi sia per via del traffico sia per la camminata che non è stata breve. Mangiamo le stesse cose del pranzo. Riso, kekab di vari tipi condito con salse spesso agrodolci e birra analcolica al limone. Rientriamo verso mezzanotte distrutti

Mercoledì 26 Marzo
E’ il giorno della visita alla città di Isfahan. A colazione ci presentano la nostra guida per la giornata che in un ottimo inglese ci spiegherà tutto. Cominciamo con il palazzo Chehel caratterizzato da un magnifico portico con 20 colonne in legno. Tale palazzo ci affaccia sull’acqua riflettendosi e risultando ancora più affascinante. Anche la parte interna è splendida con decorazioni con specchi e sala interna affrescata. Ci sono le rappresentazioni con le battaglie dei vari scià di persia contro i turchi, indiani ecc. Poi andiamo a visitare il maggior monumento della città: la moschea Majed e Jameh con la piazza che la precede. Poche volte abbiamo visto posti tanto belli. La piazza ti dà una sensazione di immenso, con tutti i portici che la circondano, mentre la moschea ha delle decorazioni e proporzioni perfette. Mi faccio dare un velo supplementare (chador) per essere in linea con le tradizioni, ma resto comunque una mosca bianca. Ci portano a pranzo da Sherazade, uno dei più famosi ristoranti della città con una lunga fila di persone che attendono per entrare. Ovviamente mangiamo sempre le stese cose con poche differenze. Pomeriggio visita al quartiere e alla chiesa armena di Jolfa con museo annesso, che dopo aver visto la moschea perde un po’. Poi visita ad una residenza armena con piccolo spettacolino di contorno.

Giovedì 27 Marzo
Iniziamo con al visita del bazar. Qui compriamo diversi regali per parenti ed amici. E’ un luogo prettamente turistico, comunque ha il suo fascino. Il bazar si sviluppa tutto lungo i portici interni dell’immensa piazza di Isfahan. A metà percorso visitiamo la moschea (quella della foto della copertina della guida LP) che come al solito non ci delude. Bellissimi i mosaici della cupola e e l’introduzione del nuovo color verde chiaro non presente nelle altre moschee. Verso le 12 saliamo sul nostro pulmino e iniziamo il viaggio verso Yazd. Dopo circa 2 ore ci fermiamo ad ammirare un vecchio caravanserraglio con villaggetto annesso a fianco dell’autostrada. Pranzo per le 15 a Nian con visita alla cittadina. Qui moschea antica senza ceramiche ma con dei decori su pietra. Rovina del castello e prime torri del vento. Le case più vecchie sono ricoperte di paglia e fango. Verso sera raggiungiamo la cittadina di Meybod dove visitiamo prima un bellissimo castello all’imbrunire con le fiaccole che lo illuminano. Poi visitiamo un centro moderno dove hanno ricostruito le varie tipologie di abitazioni locali con tanto di caravanserraglio con cavalli finti. Solite foto con gente locale e poi piccola sosta vicino ad una ghiacciaia e finalmente con il pulmino verso Yazd. L’albergo è in periferia causa capodanno città piena. Sembra una cattedrale nel deserto. Dentro è orrendo e la nostra camera in particolare è obsoleta. WC che non funziona e camera posizionata sopra la centrale termica con rumori notturni. Niente cena, solo birra nella hall.

Venerdì 28 Marzo
Dopo una notte un po’ difficile, colazione al disotto delle aspettative con solo roba salata. Fa caldo ma la giornata è splendida. Cominciamo visitando il Bagh-e dolat abad, edificio storico con belle vetrate e il bagdir (torre del vento) più alto della città. Poi giretto verso il complesso diAamir Chakhmaq che non è altro che una facciata a 3 piani che da su una piazza trafficata. Tale facciata purtroppo ha davanti un tendone che non ne permette la visione completa. Nella piazza è collocato un imponente Nakhl che viene portato in giro durante varie celebrazioni. Cominciamo poi il giro del centro storico a piedi percorrendo, dopo breve sosta per il caffè in un locale tipico, i suggestivi viottoli fiancheggiati da case in terra e paglia. Arriviamo alla prigione di Alessandro con museo annesso e infine alla magnifica moschea. Caratteristica la presenza della svastica che rappresenta l’infinito, eternità, nascita e morte. Pranzo da Cesar, uno dei più famosi ristoranti della città. Con una buona pizza (ovviamente molto differente dalla nostra) e Illy caffè. Pomeriggio visita alla parte zoroastriana con il tempio del fuoco perenne (1/2 ora di fila per un braciere ardente) e giro con il pulmino fino al villaggio zoroastriano con tanto di torri del silenzioin cima alla montagna dove venivano immolati i morti. Rientro passando prima a visitare un canion che non apprezziamo troppo visto il sopraggiungere dell’oscurità. Piccolo gelato al posto della cena in un mega albergo del centro e rientro nel nostro squallido albergo con richiesta di cambio camera accettata. Anche oggi giornata molto intensa.

Sabato 29 Marzo
Milad ha deciso di portarci a vedere il deserto posto a sud della città. Lo raggiungiamo dopo aver fatto sosta per la spesa visto che è prevista anche una griglia all’aperto. Il deserto risulta abbastanza anonimo, con una camminata che ci rifiutiamo di fare visto il caldo e l’immensità. L’accampamento sotto la duna è sconfortante. Decidiamo di rientrare al più presto e di fare il pranzo in un posto meno caldo. Seguiamo così la tradizione mussulmana e pranziamo in uno dei tanti giardini pubblici di Yazd con tanto di predica del muezzin contro gli americani. Il pranzo prevede pesce e pollo alla griglia. Dopo aver mangiato cominciamo il lungo viaggio di rientro che durerà 9 ore. Sosta per mangiare in autogrill dell’andata e alle 24 siamo in aeroporto.

Domenica 30 Marzo
Partenza del volo alle 3.33 della notte. Poi rientro Istambul – Venezia. A Venezia arrivano tutti i bagagli meno il nostro saccone. Arriverà due giorni dopo