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Norvegia: Scialpinismo alle isole Lofoten

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Relazione tecnica del viaggio e note informative generali sugli itinerari di scialpinismo nelle isole:

Le isole Lofoten si estendono per circa 150 km ad est della costa norvegese tra il 68° ed il 69° parallelo. Già dal continente si individua il profilo delle aspre montagne di queste isole, caratterizzate da imponenti pareti di granito, canali e pendii sciabili di ogni difficoltà. Non ci sono ghiacciai, e le quote delle vette di interesse sciistico si collocano mediamente tra i 600 ed i 1000 m metri. La massima elevazione è il Higravtindan 1146 m nell’isola di Austvagoya. Su questa isola si trova la maggiore concentrazione di montagne adatte allo scialpinismo.

Tutte le gite si fanno in giornata; per i più allenati è possibile realizzare due gite nello stesso giorno. Le isole principali sono, da sud a nord: Moskensoya, Flakstadoya, Vestvagoya, Gymsoya, Austvagoya; quest’ultima è quella con la maggiore concentrazione di vette interessanti per lo sci. Sulle isole non ci sono vere stazioni sciistiche, se si escludono due piccole sciovie nei pressi di Svolvaer e Stamsund. Lo scialpinismo è ancora poco diffuso presso la popolazione locale, ma in forte crescita.

La frequentazione di sciatori dall’estero è ancora limitata, anche se nelle belle giornate gli itinerari classici sono battuti da più gruppi anche in settimana. Il potenziale per itinerari nuovi è enorme. La sola limitazione sta nell’avere le condizioni favorevoli di tempo, innevamento e stato del manto nevoso. Occorre prestare grande attenzione alle condizioni, in particolare alle possibili zone di neve ghiacciata, frequenti dopo giorni di vento. La neve si trasforma lentamente, in ragione della latitudine, salvo a fine aprile dove si può trovare firn sui versanti sud.

Il clima (vedi paragrafo dedicato) è estremamente variabile, infatti può cambiare rapidamente e più volte nella stessa giornata. Le temperature sono miti in rapporto alla latitudine (per effetto della corrente del Golfo) e può piovere anche in pieno inverno.

Le isole Lofoten si estendono poco a nord del 68° parallelo, a poca distanza dalla costa norvegese dalla quale sono separate dal Vestfjorden. La superficie complessiva è di circa 1220 km2 e vi risiedono 25 mila abitanti. Le isole furono abitate già 6000 anni fa, quando il territorio era ricoperto da foreste e I residenti vivevano di caccia e di pesca. L’agricoltura fu introdotta 4000 anni fa. Le Lofoten divennero presto una colonia vichinga; I vichinghi svilupparono sopratutto la pesca al merluzzo che per molti secoli ha rappresentato l’attività principale delle isole. Ancora oggi è abbastanza praticata, da febbraio ad aprile. Ovunque sulle isole si vedono le rastrelliere di legno per essicare I merluzzi, e le caratteristiche case dei pescatori (rorbur) o capanni da pesca (sjohus) che oggi in gran parte sono state trasformate in alloggi per I visitatori.

Pur trovandosi oltre il circolo polare artico, il clima è abbastanza mite (anche in inverno), poichè influenzato dalla Corrente del Golfo. L’ambiente è dominato dalle aspre rocce granitiche a picco sul mare, inframezzate tra un fiordo e l’altro da alcune zone collinose con numerosi laghi. Le Lofoten sono famose per l’eccezionale popolazione di uccelli marini: la gazza marina, l’uria, il cormorano, il gabbiano tridattilo, il pulcinella di mare. Inoltre nella parte meridionale, al largo dell’isola di Moskenesoya, e sulle minuscule isole di Vaeroy e Roest, nidificano le maestose aquile di mare , facilmente riconoscibili per le dimensioni imponenti e la coda bianca. Il turismo alle Lofoten è concentrato sopratutto in estate. In inverno ci sono pochi appassionati di sci e outdoor che desiderano godere dell’isolamento e della natura eccezionale delle isole. Sulle aspre montagne dell’interno si possono fare interessa

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