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Kungsleden (Sentiero del re) e Kebenekaise - Lapponia svedese

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Quest’anno la scelta è cascata sulla Svezia. L’anno passato in Finlandia parlando dei vari posti era venuta fuori l’idea di questo mitico Kungsleden che significa letteralmente il sentiero del re o il re dei sentieri.. non so….versioni discordanti… E' un percorso che si diparte al di la del circolo polare artico e si sviluppa per 450 km circa, nella Lapponia svedese, da Nord a Sud. In estate lo si percorre a piedi in inverno con gli sci. E' un ambiente selvaggio e non c'e' nulla, tranne un riparo o rifugio ogni 10-15 km.
La parte più interessante è la prima (da noi percorsa) che è di circa un centinaio di km e parte da Abisko fino a Nikkaluokta. La caratteristica principale è senza dubbio il bianco. Il bianco è rimasto ancora adesso nei nostri occhi, il bianco domina i ricordi, tantissimi, di rara bellezza.

Venerdì 28 - Sabato 29
La partenza avviene il giorno 28 marzo con l’aereo della SAS da Milano Linate. Siamo in 5: io, Matteo, Barbara, Raimondo e Angelo. La macchina è quella di Angelo che con la “bara” superiore si rivela perfetta per portare tutti i nostri ingombranti bagagli. Partiamo presto la mattina per evitare le solite code a Mestre. Arriviamo a Milano verso le 11, l’imbarco per l’aereo è alle 13…nessun problema. Arrivati a Stoccolma prendiamo subito il treno che, viaggiando tutta la notte ci porta al luogo di partenza: Abisko. La notte scorre veloce e senza problemi nelle cuccette a 3 letti, pulite e abbastanza comode. Abisko ci accoglie con un pallido sole e con temperature rigide ma sopportabili. Il treno è pieno di sciatori ma per fortuna pochi hanno la nostra stessa destinazione. Subito andiamo ad affittare le “pulke” , slitte portabagagli utilizzate per il trasporto delle valige e degli zaini ma la prima nota storta è che bisogna aspettare almeno un’ora l’arrivo di 2 pulke perché tutte sono state prenotate da una comitiva per il giorno dopo. Andiamo così a fare uno spuntino e prepariamo le ultime cose per affrontare la prima tappa. Alle 14 circa cominciamo il viaggio con un percorso di 14 km che ci mettono subito in difficoltà visto che sbagliamo sentiero e siamo costretti a trascinare le pulke per posti impervi. L’ultimo tratto del sentiero passa per un interminabile lago ghiacciato uno dei tanti che caratterizzeranno alcuni tratti del percorso. Arriviamo stanchi ma soddisfatti al primo rifugio verso le 19. Qui la gestrice ci accoglie spiegandoci le regole essenziali che devono venir rispettate in ogni rifugio posto lungo il percorso. Bisogna lasciare pulito tutto, fare la scorta dei legni (tanti quanti si utilizzano devono essere rimpiazzati), andare a prendere l’acqua lungo il fiume, camminare con le ciabatte, differenziare i rifiuti e scaricare l’acqua utilizzata…agli ordini ! Il bagno è esterno e con tavoletta in polistirolo per non ghiacciarsi le parti delicate…l’odore e il buco rifiuti sono da dimenticare…ovviamente !!! Il rifugio da noi occupato è completamente libero perciò bisogna scaldarlo, la temperatura è intorno ai 10 gradi…non c’è corrente ma solo gas, quindi bisogna utilizzare le frontali ma si può cucinare su comodi piani cottura e utilizzare le pentole e i piatti messi a disposizione. Dopo una lauta cena andiamo a dormire nei nostri comodi sacchi a pelo, la temperatura raggiunta dopo qualche ora è ottima e durerà fino alla mattina seguente. All’occorrenza ci sono comunque dei caldi piumini messi a disposizione dal rifugio.

Domenica 30
Giornata discreta e neanche troppo fredda (-5). Partenza verso le 9 (sarà il nostro orario consueto con sveglia intorno alle 7). Il primo tratto prevede una salita fino ad un passo che si rivelerà duro per i portatori di pulke. Sulla cima punto di meditazione, foto di rito. Proseguendo il tempo peggiora leggermente. Passiamo per l’ennesimo lago con resti di villaggio estivo (cabina telefonica compresa) e poi in leggera discesa fino al secondo rifugio ALESJAURE. In tutto fatti una ventina di km con un certo dislivello. Qui ad accoglierci c’è una signora anziana che ci dà anche la possibilità di fare una sauna (e di lavarci dopo 2 giorni) . Il rifugio possiede un negozietto con birre e quindi facciamo una piccola spesa…

Lunedì 31
Giornata brutta. Cominciamo sotto una leggera nevicata e con del vento gelido che proviene da sud. La traccia sulla neve è scomparsa, si vede pochissimo. Condizioni abbastanza estreme…. Intravediamo una casetta dopo una decina di km di tormenta ma arrivati sul posto scopriamo essere chiusa. Proseguiamo fino al rifugio intermedio dopo 13 km di sofferenza , il posto si chiama Tialkia. Sono appena le 13 ma dopo un breve consulto di gruppo decidiamo che può bastare, le condizioni sono veramente sfavorevoli e domani il tempo dovrebbe migliorare. Qui il rifugio ci accoglie con un camerone 8 posti tutto per noi, abbastanza caldo. Ci possiamo riposare visto che abbiamo mezza giornata di riposo. Matteo distrutto si butta subito a dormire mentre noi altri vaghiamo tra la camera e la cucina. Fuori imperversa la bufera e il tempo peggiora ulteriormente. Non c’è lo spaccio e solo andare in bagno è un mezzo dramma.

Martedì 1
Tempo leggermente migliore anche se il vento si fa ancora sentire. Partiamo alla solita ora e affrontiamo subito una salita che ci conduce ad un passo. Qui sosta per merenda in rifugio poi, via le pelli, piccola discesa nella nuova valle che si apre con un panorama mozzafiato. Il vento è cessato, la temperatura è decente e il posto è veramente fantastico !!! Tutto è bianco ed immacolato…buona la visibilità …bello..bello… Proseguiamo e a metà giornata raggiungiamo il rifugio che doveva essere la nostra meta nel giorno precedente…peccato, era veramente un bel posto in mezzo al bianco assoluto. Qui cogliamo l’occasione di fare anche la spesa. Ci manca pane, birre e altre cose per la colazione. Facciamo merenda e poi ripartiamo alla volta di Singi che, tra l’altro, è il posto che tutti ci consigliano come partenza per andare a scalare il Kebenkaise , la montagna più alta di Svezia. Facciamo così la nostra tappa più lunga (24 km) e verso le 5 di sera arriviamo al rifugio. Il posto è accogliente come gli altri. Ci danno una camerata con 8 letti con il soffitto dal quale piove acqua…. ce la teniamo perché è nella casa già riscaldata e Raimondo, per evitare di ritrovarsi la mattina completamente bagnato, decide di passare la notte in cucina. In rifugio facciamo la conoscenza di 3 tedeschi fondisti che incontreremo in tutte le prossime tappe.

Mercoledì 2
E’ il gran giorno della gita. La giornata è stupenda, come dire ….siamo fortunati Cominciamo così la salita solo in quattro perché Barbara è completamente devastata dalle vesciche sotto ai piedi. Io, al contrario, dopo 3 giorni di fastidi, oggi non ho più grossi dolori e decido di provare la salita. Lungo il percorso il paesaggio è veramente notevole. Troviamo due greggi di renne che ci guardano tenendosi rispettosamente a distanza di sicurezza, poi via, si sale…si sale………. per quasi 6 ore; c.ca 1400 mt di dislivello con una quindicina di km di sviluppo…una salita fatta di traversi interminabili, ricca di soste per foto ma pur sempre lunga. Arriviamo sul pianoro finale e io sono massacrata dalla stanchezza. Vediamo distintamente la cima ma non sappiamo valutare con esattezza quanto possa mancare…intanto dal fondo valle cominciano ad avanzare delle nuvole minacciose e del vento poco promettente. Piccola sosta mangereccia a base di cioccolata con del provvidenziale salame saltato fuori dallo zaino di Eta Beta Angelo…. Dopo un rapido consulto decidiamo però di fare dietro front e cominciare la discesa. Matteo disperato…La discesa sarà bella, lunga e piacevole su neve più che decente e verrà funestata solo da un piccolo scontro tra me e Angelo che mi altererà un poco…..… con tutto lo spazio che c’è in giro proprio me doveva puntare…..…passerà… Arriviamo al rifugio verso le 6 di sera stanchi ma felici e ……….abbronzati……. Fame bestia !!! Mangiamo tutto quello che ci capita, raccontiamo e riviviamo l’impresa un po’ con tutti, siamo molto soddisfatti .

Giovedì 3
Riprende il cammino verso l’ultimo rifugio. La giornata è brutta, nevica e c’è anche un discreto vento. Fa freddo, ci bardiamo per bene e partiamo con calma visto che la tappa di oggi è breve (15 km) La temperatura e il vento non favoriscono le chiacchere. Il percorso si rivela agevole perché ci sono numerose tracce di motoslitte e anche parecchi altri sciatori. Si vede che questo è un posto molto più frequentato rispetto alla prima parte. Camminare sulla traccia delle motoslitte risulta molto più agevole soprattutto per i portatori di pulka. Provo anch’io a portarla e mi accorgo subito che non ce l’avrei mai fatta…si fa una fatica bestia !!! Arriviamo al rifugio e ci accorgiamo subito che siamo tornati nella civiltà. C’è la corrente elettrica, l’acqua viene giù dai rubinetti, i gabinetti sono “normali”, c’è gente… forse era meglio prima… Alla reception verifichiamo la nostra unica prenotazione di tutto il viaggio (a parte l’aereo)….tutto ok, va bene per la solita camerata a prezzi accessibili, le camere più piccole salgono vertiginosamente di prezzo. Alle 6 sauna comune con relativa doccia (dopo 3 giorni), mentre Matteo nell’attesa della sauna è andato sulla collinetta sopra il rifugio a fare l’ultima “sbrisada” (ghe mancava moverse un poco…). Cena finalmente decente con menu a base di antipasto, minestra di pomodori, buon filetto di renna e dolce allo zabaione e cioccolata…veri signori….birra sempre molto cara (intorno ai 7-8 € per una “grande”).

Venerdì 4
Dopo abbondante colazione partenza per l’ultima tappa. Sono da percorrere circa una ventina di km su terreno prevalentemente pianeggiante. Tanto per cambiare nevica un po’ e il tempo è abbastanza brutto. Il tragitto ci porta lungo alcuni laghi ghiacciati , tante sono le motoslitte che passano piene di turisti o semplici pescatori . Ci fermiamo in un villaggio sul bordo di un lago sostando in una baracca di pescatori che arrivano e si arrabbiano tantissimo per l’occupazione abusiva.. mah…. Lungo l’ultimo pezzo di tragitto scorgiamo un alce sul sentiero che al nostro arrivo si nasconde subito nel bosco restando però abbastanza ben visibile. All’arrivo a Nikkaluokta siamo in largo anticipo sull’autobus che ci porterà ad Abisko perciò abbiamo tempo di berci una birra di fine giro e di visitare le 3 case del paese con relativa chiesa. Alle 5 arriva l’autobus e in un’oretta siamo ad Abisko. Qui cerchiamo l’ostello e la ricerca risulta ardua in quanto nevica copiosamente, il paese è grandino e gli ostelli sono pieni… ….bisognava prenotare, cosa che ovviamente non abbiamo fatto. Per fortuna nel secondo ostello che proviamo a contattare le persone che dovevano arrivare non vengono e dopo una mezz’ora di attesa ci danno le loro stanze. Andiamo così rinfrancati alla ricerca di un posto dove mangiare e l’unico che troviamo è una pseudo-pizzeria gestita da marocchini che ci propone delle pizze dal dubbio gusto…nessun problema, con la fame che ci ritroviamo e dopo 7 giorni di rifugi va bene tutto !! Prenotiamo anche il taxi che ci deve portare in aeroporto la mattina dopo…non si sa mai, visti i problemi per trovare da dormire ci manca solo restare a piedi….

Sabato 5
Sveglia alle 6 per andare in aeroporto. Guardo fuori e….nevica !! Neve…neve…non ne possiamo più !!! basta bianco, vogliamo i colori !!! Aereo puntuale con colazione e in un’ora e mezza siamo a Stoccolma. Qui abbiamo già prenotato l’ostello, a circa 500 mt dalla stazione. Arrivati ci facciamo una pastasciutta (free pasta) consumando le ultime provviste e verso le 2 siamo pronti per cominciare la visita alla città Essendo sabato i negozi sono aperti fino alle 16 quindi c’è abbastanza movimento per le strade. Arriviamo nella parte del centro storico e assistiamo ad un cambio guardia per turisti, poi proseguiamo per le viuzze del centro tra negozietti e tanti scorci della città vecchia interessanti. Alle 16 andiamo a piedi a visitare il Vasa museum, il museo della nave affondata il giorno del varo nel bacino di Stoccolma. La visita si rivela interessante anche se fatta un po’ troppo in fretta visto che l’orario di chiusura è alle 17. Fuori dal museo ci riposiamo sotto un tiepido sole e programmiamo la cena che ci attende. Scegliamo un ristorante del centro stile birreria tedesca che ci offre una buona renna e una salsicciona tipica svedese. Verso le 22 torniamo stanchi al nostro ostello. Per fortuna pur essendo sabato non c’è troppo casino e riusciamo a prendere sonno subito.

Domenica 6
Sveglia alle 7 con diversi ospiti dell’ostello che ci salutano andando a dormire…evidentemente siamo vecchi! Con Matteo prenotiamo due splendide biciclettone e facciamo un bel giro per il centro. Raggiungiamo il palazzetto dello sport Globe e andiamo a visitare una delle tante isole che circondano il centro. Non c’è tanto tempo l’aereo è alle 13.30. Alle 11 appuntamento in ostello con gli altri, piccolo merenda e poi in treno (autobus perché c’era un problema sulla linea) in aeroporto. Viaggio super, molto soddisfatta, buona la compagnia e posti notevoli Spesa complessiva intorno ai 1000 € Alla prossima.

Anna Bartolini