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Creta - Sulle tracce dello "Sciotauro"

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Scialpinismo a Creta - Traversata Lefki Ori

Informazioni generali La traversata dei Lefka Ori è senza dubbio il clou dell'avventura cretese e quella che meglio rappresenta la tipicità dell'isola. Forse meno interessante dal punto di vista sciistico, senz'altro la più affascinante per l'ambiente che si attraversa e per le difficoltà tecniche legate soprattutto alla logistica, all'orientamento e all'interpretazione del terreno. Il gruppo centrale dei Lefka Ori è caratterizzato da alcuni massicci principali (Melindaou, Pachnes, Grias Soros, Kastron) e innumerevoli cime tutte uguali, di forma conica, che creano un paesaggio molto caratteristico; non ci sono valli delineate, piuttosto un labirinto di valloncelli e gole, inframmezzati continuamente da voragini e fenditure anche di enormi dimensioni che costringono a continui giri viziosi e perdite di quota; quelle più piccole, che sono coperte dalla neve e magari non si vedono, non sono per questo meno subdole e richiedono attenzione.

Questo mondo lunare presenta caratteristiche simili a quelle di un enorme ghiacciaio pietrificato (il paragone è senz'altro azzardato ma serve a rendere l'idea del tipo di pericoli da cui guardarsi, soprattutto quando si tolgono gli sci). Il carsismo è sviluppatissimo, qui come su tutta l'isola (non per niente a Creta ci sono alcune delle grotte più profonde d'Europa). La struttura del terreno è chiaramente modellata, oltre che dall'acqua, dal vento che soffia sempre impetuoso; ciò non ha solo effetti sulla marcia, spesso resa difficoltosa dalle raffiche, ma anche sulla neve che alterna ovunque tratti privi di consistenza, firn estivo ("sale grosso") e lastre di ghiaccio compattissimo a qualunque ora del giorno. Questo richiede attenzione soprattutto nei lunghi traversi (nel dubbio meglio mettere sempre i coltelli per non trovarsi in difficoltà su improvvisi tratti ghiacciati). La traversata si può effettuare in vari modi, anche in funzione dell'innevamento. Idealmente, si può immaginare una croce che ha al suo centro il bivacco Katsiveli (dove si pernotta in ogni caso) e agli estremi Omalos (rif. Kallergi) a O, Askifou a E, il rif. Volikas a N e Limnia o Agios Ioannis a S. Il percorso da noi scelto è quello O-E, con partenza ad Omalos e arrivo ad Askifou. Questo percorso è segnato pressoché interamente con paline (sentiero europeo E4); ciononostante seguire la traccia estiva non è sempre possibile o conveniente.

L'orientamento, anche in questo modo, è problematico, soprattutto il secondo giorno. Il percorso sciisticamente più interessante è probabilmente il percorso O-S con attraversamento del massiccio del Pachnes, ma noi l'abbiamo dovuto scartare causa scarso innevamento. Lungo la traversata si incontrano numerose cime che si staccano di qualche centinaio di m sopra il percorso principale. Raggiungerle significa la possibilità di effettuare discese molto belle, ma anche un significativo aumento del dislivello, già di per sé non banale, e difficoltà di orientamento in assenza di riferimenti sulla carta.

Difficoltà
BSA
Punto di partenza
Altopiano di Omalos, bivio per rif. Kallergi (1000m circa)
Punto di arrivo
Askifou
Dislivello in salita
I giorno: 600 fino al rif. Kallergi, 500 fino al Melindaou, 200 per salire al biv. Katsiveli (nominali; molte contropendenze e saliscendi); sviluppo di 12 km circa; II giorno: 450 m fino al Grias Soros (ma ancora più nominali, con perdite di quota e saliscendi anche di 100-200 m alla volta); sviluppo teorico di 18 km circa, in realtà molto maggiore; Tempo totale
I giorno: 2 ore al Kallergi, 5-6 ore dal Kallergi al Katsiveli; II giorno: 8-10 ore
Orientamento
I giorno: abbastanza difficile; II giorno: molto difficile; assolutamente sconsigliabile con scarsa visibilità. Per tutte le deviazioni dal percorso principale segnato, orientamento molto difficile. I numerosi ostacoli naturali (gole, doline etc) non sono quasi mai riportati dalle carte, per cui il GPS risulterebbe poco utile.
Cartografia
Il percorso del I giorno è coperto dalla F&B 1:50.000, ma con numerose imprecisioni (in particolare la strada iniziale dal rif. Kallergi fino alla Hirtensattel e oltre è segnata in modo errato; resa del terreno nel tratto centrale (Melindaou-Katsiveli) discreta. Per il II giorno questa carta copre solo il tratto fino al Grias Soros, con resa del terreno passabile. Da qui in poi occorre basarsi sulla RE 1:100.000, con resa del terreno molto approssimativa e soprattutto un errato tracciato del sentiero principale.
Logistica
Omalos si trova a oltre un'ora di strada da Hanià. Ottima ospitalità in locanda, ma nessuna possibilità di acquistare generi alimentari o alcunché di altro. Fare la spesa per la traversata ad Hanià. Il ritorno al punto di partenza è problematico. Ad Askifou passa una corriera che collega Hora Sfakiòn con Hanià, da dove un'altra corriera porta a Omalos, in entrambi i casi con orari poco comodi. Può essere conveniente contrattare con un taxi il passaggio fino a Omalos per riprendere i propri mezzi (circa 2-3 ore di auto). Meglio pensarci in anticipo perché ad Askifou nessuno è in grado di trovarvi un numero di telefono per i taxi, e non c'è nessun alloggio. Pernottamento I giorno: Omalos (o Rif. Kallergi se riuscite a farvelo aprire); II giorno: biv. Katsiveli, 8 posti; acqua solo di fusione, manca qualsiasi suppellettile, ma l'interno è decoroso.
Materiale
Attrezzatura normale da scialpinismo; coltelli indispensabili in molti tratti; pelli di foca in perfetta efficienza, pelli di ricambio, colla e scotch (si devono effettuare almeno 3 o 4 cambi pelli al giorno); attrezzatura da bivacco (sacco a pelo, fornello, pila, viveri, pentola grande per fondere neve). La tenda non è necessaria, ma può essere prudente averla con sé in caso di soste forzate. Piccozza e ramponi leggeri non li abbiamo mai usati, ma non si sa mai.