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Creta - Sulle tracce dello "Sciotauro"

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Creta può ben definirsi la culla della civiltà occidentale. I libri di storia ci ricordano che furono i Cretesi i primi a far sorgere nel Mediterraneo una società di mercanti, da cui molto avrebbero appreso i Greci. I resti dei palazzi di Cnosso, Festo, Aghia Triada e numerosi altri siti sono ancora lì a testimoniarcelo. Ma Creta è molto di più: è il luogo dove sono sorti alcuni dei miti che hanno dato origine al nostro immaginario: la nascita di Zeus, il ratto di Europa, il Labirinto, Teseo, Arianna, Minosse, il Minotauro. Creta è anche la quinta isola del Mediterraneo, equidistante dalle coste del Peloponneso e dalla Libia. Alle più affollate e turistiche località della costa nord corrisponde la selvaggia costa sud. L'interno dell'isola, estremamente accidentato, ha reso la vita difficile a chiunque abbia cercato di soggiogarne i fieri abitanti, da sempre gelosi custodi della propria autonomia e indipendenza. Le sue montagne sono alte fino a 2500 metri, e sono note ai più soprattutto per le spettacolari escursioni estive alle Gole di Samaria o per le lunghe traversate rese impegnative dall'esiguità dei supporti e dalla scarsità di acqua.

Quello che non molti sanno, è che queste montagne si coprono di uno spesso manto di neve che le rende normalmente percorribili con gli sci per almeno 3 mesi all'anno. Tra gli anfratti dei massicci montuosi - i Lefka Ori, o Montagne Bianche, a ovest; lo Psiloritis, o Monte Ida, al centro; il Dikti a est - ci è giunta voce dell'avvistamento di un mitico essere dalla testa di toro e il corpo di sciatore: lo Sciotauro. Alla ricerca dello Sciotauro, dunque, ci siamo mossi nel febbraio 2006. In tutto 11 ardimentosi guerrieri achei, nell'ambito delle attività organizzate dal Gruppo Alpinisti Sciatori (GAS) della SAF di Udine. Lo Sciotauro lo abbiamo avvistato solo da lontano, l'ultimo giorno: stava scendendo a larghe curve lungo lo spettacolare versante nord del Pachnes, nei Lefka Ori. O almeno così ci è sembrato, forse provati dal gelido bivacco e dalle abbondanti libagioni che lo hanno preceduto. Ma ci è rimasto il ricordo di un viaggio affascinante, nel quale abbiamo mescolato belle avventure, profumi e sapori mediterranei, il piacere del turismo fuori stagione, e anche, certo, qualche interessante sciata. Non si va certo a Creta per la sciata in sé e per sé: sulle Alpi e sull'Appennino troverete sicuramente di meglio per soddisfare la vostra voglia di pennellare curve e conquistare vette prestigiose.

Nemmeno ci si va per sentirsi degli eroi della Lotta con l'Alpe: tolta qualche difficoltà soprattutto organizzativa, e con l'ovvia precauzione richiesta per muoversi su terreni isolati e impervi, poco descritti e ancor meno battuti, l'avventura cretese non comporta difficoltà particolarmente epiche ed è alla portata di ogni scialpinista con una certa esperienza. Ma quale altra montagna vi permette di sciare immersi nel mito, dove ogni luogo vi rimanda lontani ricordi di storie che affondano nella nostra memoria? Anche chi fosse insensibile alle suggestioni mitologiche rimarrà comunque affascinato da queste montagne circondate dal mare, così vicino che sciando ci si sente come su un trampolino in procinto di tuffarsi; e poi dai paesaggi quasi lunari disseminati di crateri e voragini, dai contrasti di colori della neve sopra gli aranceti, dal mondo pastorale incontaminato, dalla simpatia della gente, dalla dimensione avventurosa e picaresca di uno scialpinismo che è pur sempre di ricerca, quasi completamente privi di riferimenti nelle guide e nella cartografia.

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