Scivolare.it

Muztaghata: ski over 7000

Pubblicato il: Non Disponibile Commenti non abilitati

Preparazione fisica
Per la spedizione sono stati adottati metodi di allenamento tradizionale consistenti in normali escursioni sci-alpinistiche ma con un certo dislivello. Per fare soltanto degli esempi: Monte Canin (Alpi Giulie) dislivello 1700 m in 3 ore;Grossvenediger (Alti Tauri) dislivello 2100 m, sviluppo 15 km circa, in 5 ore. Non è stato assolutamente fatto uso di strumenti di allenamento in atmosfera ipobarica prima della partenza (es.: "Alti-Trainer 200" prodotto dalla Società Svizzera SM-TEC Sport & Medical Technologies ). Per chi fosse scevro da scrupoli di carattere etico-alpinistico, è consultabile una relazione specifica sull'argomento. In sintesi è verosimile, anche se ovviamente poco etico, che un incremento della policitemia (aumento del numero dei globuli rossi) con alti valori di ematocrito (frazione corpuscolata del sangue), indotti artificialmente durante le settimane precedenti ad una spedizione, possano certamente favorire, almeno fino ad un certo punto, le prestazioni atletiche in alta quota.

Prevenzione del mal di montagna
E' consigliabile, per maggior sicurezza, sopra la quota di 4000 m, l'assunzione di 125 - 250 mg di Diamox (acetazolamide, diuretico) 2 volte al dì, mattina e sera, iniziando circa 12 - 24 ore prima di un'ascensione superiore a 500 m di dislivello, fino a circa 48 ore dopo raggiunta la quota più elevata. E' necessario assumere notevoli quantità di liquidi, anche 4 litri al giorno.

Aspetti scientifici
Durante il corso di tutta la spedizione gli alpinisti hanno effettuato anche un auto-monitoraggio quotidiano dell'ossigeno nel sangue mediante un ossimetro portatile (mod. Onyx 9500 della Nonin Medical Inc. - www.nonin.com) per rilevare le modificazioni della saturazione di ossigeno nel sangue al variare dell'altitudine e dell'acclimatazione. I risultati delle rilevazioni sono ancora in fase di studio ma sembrerebbero confermare quanto già noto sui problemi legati all'altitudine. Fino alla quota di circa 5500 m, trascorso un certo periodo di tempo, la policitemia, o poliglobulia (aumento del numero di globuli rossi con incremento della concentrazione di emoglobina), compensa in buona misura, in soggetti sani, la diminuzione della pressione parziale di ossigeno nell'atmosfera. Oltre la quota di circa 5500 m si assiste invece, in termini tecnici, ad uno spostamento della curva di dissociazione dell'ossi-emoglobina del sangue. [Tale alterazione è prodotta dalla comparsa nei globuli rossi di particolari metaboliti, i 2-3 difosfoglicerati, che determinano una diminuzione dell'affinità dell'emoglobina per l'ossigeno. Se questo fenomeno, da una parte, dovrebbe favorire il rilascio di ossigeno ai tessuti, d'altro canto, ciò abbassa la saturazione dell'emoglobina e riduce il trasporto effettivo di ossigeno arterioso]. In parole semplici, oltre i 5500 m, l'aumento del numero dei globuli rossi non riesce più a compensare la carenza di ossigeno. All'aumentare della quota, sopra i 5500 m circa, gli alpinisti subiscono una progressiva riduzione dell'efficienza dei meccanismi di compenso fisiologici preposti a mantenere costante il trasporto arterioso dell'ossigeno necessario alle funzioni vitali dell'organismo. Questo è uno dei motivi per cui durante le spedizioni alpinistiche i campi base, per una buona acclimatazione, vanno installati ad una quota non superiore a 5500 metri circa.

Concetti di base
L'ipossia ipobarica è la dimuzione della pressione parziale di ossigeno nell'atmosfera. Si distinguono due forme di ipossia: acuta, e cronica. Per "ipossia acuta" ci si riferisce ad un periodo di tempo compreso entro 24 ore; avviene una diminuzione della saturazione dell'ossigeno arterioso. Per "ipossia cronica" ci si riferisce ad un periodo di tempo compreso entro 100 giorni; avviene il ripristino della saturazione dell'ossigeno arterioso. [Oltre 100 giorni si parla di adattamento permanente dei residenti]. Nell'ipossia acuta i meccanismi di compenso sono: l'aumento della frequenza cardiaca, e l'iperventilazione polmonare. Nell'ipossia cronica i meccanismi di compenso sono principalmente: l'aumento del numero dei globuli rossi e della concentrazione di emoglobina, e l'aumento della densità capillare. Lo scopo di tali adattamenti è quello di aumentare l'apporto di ossigeno ai tessuti (e agli organi vitali come cervello, cuore, muscoli, ecc.) Per "acclimatamento" si intende l'insieme degli adattamenti alla quota in caso di permanenza di qualche giorno. Per "acclimatazione" si intende l'insieme degli adattamenti alla quota in caso di permanenza superiore a 1-4 settimane. Bibliografia. P. Cerretelli, P.E. di Prampero "Fisiologia e patologia ad alta quota" in "Sport, ambiente e limite umano" 1985 - EST - Mondadori. Cerquiglini S., Cerretelli P., "Medicina e montagna" 1986 - Società Stampa Sportiva - Roma. T. Berti, C. Angelini, "Medicina in Montagna" 1982 - CLEUP Editore - Padova.