Scivolare.it

Muztaghata: ski over 7000

Pubblicato il: Non Disponibile Commenti non abilitati

Attrezzatura
Sono stati utilizzati soltanto attacchi Dynafit: TLT Comfort, TLT Speed, TLT Race Ti. Sci: Salomon X-Mountain, Dynastar Trail Plume, Ski Trab Piuma. Scarponi da sci: Dynafit Aero TF, Scarpa Laser. E' consigliabile utilizzare scarpette interne termiche per gli scarponi da sci, e munirsi di ghette imbottite o in neoprene realizzate su misura, che coprano completamente la punta degli scarponi da sci in modo da prevenire eventuali principi di congelamento alle dita dei piedi. Non Ŕ insolito registrare in vetta a 7500 m temperature inferiori a - 25░C con vento superiore a 50 km/h. Per fare solo un esempio alla quota di 6300 m (campo 2) Ŕ stata registrata una temperatura di - 20░C alle ore 9 di mattina all'interno della tenda

I protagonisti
Alessandro Fattori, istruttore di sci-alpinismo del CAI, in organico nella Scuola CittÓ di Trieste, e collaboratore della Scuola di Alpinismo "Cozzolino" dell'Associazione XXX Ottobre, guida naturalistica, ha scritto un libro sulla tecnica dello Sci fuoripista, edito dalla Transalpina Editrice di Trieste, e recentemente tradotto anche in tedesco dalla Editrice Athesia di Bolzano. Matteo Moro, sky-runner del gruppo Corsa in Montagna del CAI - SocietÓ Alpina delle Giulie, ha scritto due guide di itinerari sci-alpinistici sulle Alpi Orientali, per l'Editrice Lint di Trieste e per il CDA - Centro Documentazione Alpina di Torino. Marco Peruz, il pi¨ giovane del gruppo, sky-runner originario di San Vito di Cadore, si Ŕ laureato in geologia all'UniversitÓ degli Studi di Trieste. Tutti e tre i componenti della spedizione hanno al loro attivo diverse vette oltre i 5000 m sia in Sud America che in Asia Centrale.

Le impressioni raccontate da uno dei protagonisti
"Dalla vetta ho provato una grandissima felicitÓ ma anche un timore reverenziale per la montagna. L'uomo, in fondo, Ŕ molto piccolo di fronte alla grandiositÓ della natura. Le prime curve con gli sci che ho fatto dalla cima sono state molto prudenti. A pi¨ di 7000 metri anche un piccolo errore pu˛ costare caro. Una caduta in un crepaccio, una distorsione, una frattura, non sono ammissibili a queste quote. Metterebbero in pericolo la sicurezza dei nostri stessi compagni che volessero soccorrerci. Su queste montagne non esiste il soccorso alpino. Bisogna contare soltanto sulle proprie forze. E' una grande responsabilitÓ verso noi stessi, verso i nostri compagni, verso i nostri famigliari che ci aspettano a casa. Una bella esperienza sportiva certamente, ma anche una grande esperienza di vita."