Scivolare.it

Il padre dei monti di ghiaccio 7546 metri

Pubblicato il: Non Disponibile Commenti non abilitati

Attrezzatura necessaria
L'attrezzatura necessaria Ŕ la tipica attrezzatura scialpinistica. Non sono generalmente necessari piccozza, ramponi e corda. Sono fondamentali i rampant visto che la mattina spesso si trova neve dura. Per quanto riguarda gli scarponi io ho usato i Matrix della Scarpa senza sovrascarpe e non ho avuto problemi. Io avevo sostituito la scarpetta termoformabile per evitare condensa ma anche le persone che avevano la termoformabile non hanno avuto problemi. Fondamentale Ŕ una giacca di piumino con cappuccio e guanti da spedizione in piumino. La maggior parte dei congelamenti sono alle mani. Utilissimo Ŕ anche una passamontagna in windstopper. I fornelli a mix propano-butano reperibili in loco funzionano bene anche al campo3 (al massimo vanno leggermente scaldati tenendoli dentro il saccoapelo).

Condizioni meteo e periodo di salita
Il periodo migliore per effettuare la salita sono i mesi di luglio e agosto. Luglio Ŕ preferibile perchÚ la neve Ŕ migliore e generalmente fa meno freddo. Il freddo insieme alla quota Ŕ il problema maggiore. Ci sono grosse escursioni termiche e la temperatura va sotto zero di notte anche al campo base. Di giorno invece fino al campo 2 si sale in maglietta. Dal campo 3 in su Ŕ estremamente freddo e spesso al temperatura in cima raggiunge i -30░C anche di giorno. Il tempo di solito Ŕ relativamente stabile ma i periodi di tempo brutto durano generalmente pi¨ di 2 giorni. Al campo base diverse spedizioni hanno il telefono satellitare e sono in contatto con il centro meteo di Innsbruck che Ŕ abbastanza affidabile.

Considerazioni finali e pericoli
Secondo alcune statistiche fatte da Johann Heersink, uno dei migliori conoscitori del Muztaghata, meno del 20% delle persone che provano riescono ad arrivare in cima. La percentuale Ŕ decisamente pi¨ alta tra gli scialpinisti C'e' inoltre da considerare che molte persone che ho incontrato sulla montagna non erano sicuramente preparate ed allenate a sufficienza. I problemi principali che impediscono di raggiungere la cima sono la quota, il freddo e il tempo. Generalmente avendo a disposizione almeno venti-venticinque giorni le possibilitÓ di successo (se non si hanno problemi di quota) sono secondo me elevate. Negli ultimi due anni ci sono stati tre morti. Un giapponese scomparso dentro i crepacci e la coppia di tedeschi di cui parlo sotto. Ci sono stati per˛ diversi casi di congelamenti anche seri. Il sistema di soccorso Ŕ affidato alla buona volontÓ dei portatori e degli altri alpinisti. Non sono presenti medici al campo base e spesso non sono disponibili neanche bombole di ossigeno medicale, anche se le grosse spedizioni commerciali spesso ne hanno con loro. In definitiva se la spedizione Ŕ organizzata in modo corretto e con tempi sufficienti, si rivelerÓ la pi¨ bella scialpinistica che possiate sognare.