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Il padre dei monti di ghiaccio 7546 metri

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Salita
Dal campo base cinese si sale su una ripida morena su sentiero ben tracciato fino a quota 4900 dove è presente un deposito di materiale (advanced base camp). Da qui si può salire con gli sci sulla sinistra per un ampio vallone che poi si ristringe e diventa più ripido subito sotto al campo 1. In alternativa si può salire lungo la dorsale di sfasciumi fino a quota 5200 metri sulla direttrice per il campo1. In discesa è possibile raggiungere tramite lingue di neve la quota di 4700 metri. Il campo 1 è disposto trasversalmente sul pendio e in agosto possono sovente affiorare sassi e ghiaccio. Un alternativa è mettere le tende a 5550 metri nel plateau sotto la banda di seracchi. Da questo campo la via di salita, generalmente segnalata con bandierine rosse, prosegue per pendii sui 25-30° con un ampio semicerchio fino ad una serie di crepacci e di seracchi che vanno attraversati a zig zag lungo una cresta nevosa. Successivamente si scende per alcuni metri verso destra e si rimonta un pendio ripido fino alla serie di crepacci successivi sulla sinistra. In un passaggio è necessario scendere all'interno di un grosso crepaccio e successivamente su un ponte di ghiaccio. Questi due passaggi sono spesso attrezzati con corde fisse anche se in caso di buon innevamento quasi nessuno le usa. Non sono necessari generalmente piccozza e ramponi. E' fondamentale tracciare con cura con il GPS questa zona perché i passaggi chiave sono difficili da vedere in caso di nebbia. A 5900 metri, finiti i crepacci si sale sul ripido pendio di destra che poi spiana fino a raggiungere il campo 2 che si trova in una piana a 6200 metri e che non si vede fino all'ultimo. Sopra il campo 2 c'e' uno splendido e ripido pendio (circa 30°) che porta ad una sella tra seracchi dove diversi gruppi mettono il campo 2 e mezzo (6450). Dalla sella si taglia verso destra per ampi mammelloni fino ad arrivare ad un pendio più ripido che si affronta per la massima pendenza arrivando così nella zona del campo 3. In tutto questo pendio non ci sono crepacci ma l'assenza di punti di riferimento può portare lontano dalla sella proprio sopra un salto di roccia di circa 1000 metri. Il campo 3 è disposto su un pendio poco ripido e le tende sono distribuite in modo irregolare tra i 6800 e i 6950 metri. Io consiglio di mettere la tenda subito all'inizio del pendio a quota 6800 perché è meno ventoso. Dal campo 3 alla cima c'e' una prima serie di enormi dossi abbastanza ripidi fino a quota 7100 da cui il pendio gira leggermente verso sinistra e spiana decisamente. Gli ultimi duecento metri sono quasi piatti ed è difficile distinguere la cima. Seguendo le bandierine a quota 7500 metri si gira decisamente verso sinistra e si arriva su un dosso di sassi su cui ci sono dei bastoni. E' la CIMA!. Se la giornata è tersa, il panorama è incredibile e spazia dal Pamir al K2. I tempi di salita sono molto vari e dipendono dal grado di acclimatazione. Per il giorno della cima occorre considerare dalle 5 alle 8 ore anche se ci sono persone che sono salite in 3 ore e mezza. Per il giorno della cima sconsiglio di partire prima delle nove (Xinjiang time) perché è troppo freddo. Al campo 3 di notte si raggiungono spesso temperature inferiori ai meno 30°C. Per quanto riguarda l'acclimatazione, varia da persona a persona ma tutti fanno generalmente due giorni di riposo al campo base e poi cominciano ad allestire i campi. Al campo 1 è possibile salire anche in giornate di brutto tempo. Quasi tutte le persone che provano in stile alpino senza mai scendere, non arrivano in cima. Mediamente si arriva in cima tra i 10 e i 20 giorni dopo l'arrivo al campo base. Questo tempo chiaramente è variabile a seconda delle condizioni meteo e della predisposizione alla quota. La maggior parte delle persone arrivano in cima intorno al 15 esimo-17 esimo giorno.

La discesa
La prima parte della discesa fino a 7200 metri è generalmente su neve ventata ma sotto i 7200 fino al campo 2 di solito è polverosa. Tra campo 2 e campo 1 bisogna scendere con più attenzione e controllo visti i numerosi crepacci. Il pendio sopra campo 1 e fino al limite della neve è generalmente di splendido firn dopo le 2 di pomeriggio. Consiglio di scendere il vallone tutto a sinistra scendendo...semplicemente perfetto! I pendii sono sempre ben sciabili e mai ripidi oltre i 35 gradi. In discesa con gli sci generalmente non ci si mette più di 40 minuti da campo a campo. Con le ciaspole i tempi sono estremamente più lunghi e questo spiega l'alto numero di insuccessi con le ciaspole.

La mia spedizione
Per la mia spedizione, svolta in completa autonomia, non ho utilizzato portatori. Probabilmente si tratta dell'unico tentativo riuscito quest'anno di uno scialpinista che ha salito la montagna in solitaria. Un'altra particolarità della spedizione è stata l'avvicinamento al campo base effettuato da Urumqui esclusivamente con mezzi pubblici (circa 1500 km di treno all'andata e 2000 km di autobus al ritorno, all'interno dello sterminato deserto del Taklamakan, il secondo deserto più grande del mondo). Lo stile di scalata è stato variato da stile alpino (avevo una sola tenda), a stile sherpa (portavo le tende alle spedizioni commerciali con il permesso di usarle una notte) allo stile portoghese (uso di tende altrui al campo 3 dopo che la mia era stata sepolta dalla neve). Per raggiungere la cima sono stati necessari 16 giorni più 4 giorni di acclimatamento trascorsi nel bellissimo villaggio Kirghizo di Subashi sul lago Karakol a 3600 metri. Ho effettuato due tentativi di salita alla cima, il primo dei quali senza successo a causa del tempo pessimo. Al secondo tentativo sono salito con uno svizzero che era rimasto solo visto che i suoi compagni o erano già arrivati in cima o erano ammalati. Abbiamo impiegato circa 5 ore dal campo 3 alla cima. In cima c'erano 30 gradi sottozero e molto vento. La discesa dai 7200 metri in giù è stata su polvere bellissima. Più o meno 40 minuti dalla cima al campo2. Mi sono fermato a pernottare al campo2 per godermi una migliore sciata la mattina successiva. Purtroppo al ritorno al campo base ho saputo dalla tragedia capitata a due tedeschi con i quali condividevo il permesso di scalata e che avevo aiutato ad allestire i campi portandogli le tende. Li avevo incontrati mentre scendevo a circa 7200 metri e avevo provato a convincerli a tornare indietro visto che era tardi (le 4 di pomeriggio) gli mancavano ancora 250 metri (quindi al loro ritmo almeno 4-5 ore) ed erano con le ciaspole (per cui ci avrebbero messo tre ore a scendere al campo3). Uno dei due era la quarta volta che provava a salire e mi disse che non avrebbe accettato un ulteriore sconfitta. Purtroppo non mi hanno ascoltato e dalle foto che hanno scattato pare che siano arrivati in cima alle otto e mezza di sera. Non erano forniti di giacca in piumino, di lampada frontale, di pala per scavare una truna e la radio l'avevano lasciata inspiegabilmente accesa dentro la tenda. Inoltre la donna aveva degli scarponi di cuoio! Si sono probabilmente persi durante la discesa e hanno dovuto bivaccare all'aperto a meno 40. La cosa veramente assurda è stato il comportamento dei loro 5 compagni che invece che andarli a soccorrere dal campo 3, se ne sono scesi a valle. Dopo la notte avevano pensato che i loro compagni fossero morti e loro non si sentivano bene perché non erano fisicamente preparati. Purtroppo uno dei due è stato trovato ancora vivo dopo quasi tre giorni da due atleti del team Dynafit. Io e altri due tedeschi siamo partiti di notte dal campo base per tentare il recupero ma quando siamo arrivati al campo 2 purtroppo il poveretto era già morto. Alla fine è stato più un suicidio che una tragedia di montagna. In complesso è stata una grande avventura che vissuta in solitaria mi ha dato sensazioni ancora più forti...la consiglio a tutti gli scialpinsiti che non soffrono la quota e che hanno buon spirito di adattamento.sarà anche per loro la gita della vita!

Vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato nell'organizzazione sia con consigli pratici o prestiti di attrezzatura, sia con il supporto morale. Martino

PS tutte le quote sono state prese con il GPS, le quote con altimetro barometrico sono generalmente 100 metri inferiori