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La ricerca in valanga con ARVA digitali

Pubblicato il: 11/02/2009 Commenti non abilitati

Gli ARVA digitali a tre antenne provati risolvono in modo assolutamente affidabile la ricerca di un solo travolto anche nel caso di seppellimento profondo sia per quanto riguarda la dimensione della zona di sondaggio (sempre inferiore a i metro quadrato anche nel caso di TX analogico) che, soprattutto, per la completa eliminazione dei falsi massimi, con qualsiasi posizione del TX. Nelle ricerche di 2 TX analogici tutti gli ARVA provati hanno presentato un grado di affidabilità differente da modello a modello per quello che attiene la correttezza delle informazioni fornite e la loro fruibilità in condizioni di stress. Nelle ricerche di 2 TX digitali i problemi elencati in precedenza non si sono presentati a motivo, probabilmente, della miglior qualità del segnale emesso dai TX stessi, che consente un’elaborazione più efficiente da parte del microprocessore degli apparecchi riceventi. Nelle ricerche di 3 TX digitali sono stati evidenziati in misura più limitata alcuni dei problemi rilevati nel caso di 2 TX analogici.

Nelle misure di portata minima si sono evidenziati per l’apparecchio Pulse, valori sensibilmente inferiori, circa la metà, rispetto a quelli di DSP e S i . Con 5 TX analogici dei 6 provati la portata minima rilevata per Pulse è risultata inferiore a 20 m. Sulla scorta delle prove effettuate, risulta difficile indicare quale degli apparecchi esaminati sia da considerare il migliore in assoluto, in quanto ciascuno ha mostrato lacune in uno o più aspetti che incidono in modo significativo sull’efficacia delle operazioni di ricerca. In particolare interessa qui evidenziare che, a differenza di quanto avveniva con gli apparecchi analogici, con quelli digitali non è possibile definire e standardizzare delle metodiche di ricerca per la fase di ricerca secondaria, nella quale ci si dovrebbe affidare completamente alle indicazioni fornite dagli apparecchi. In linea di principio è lecito ritenere che l’obiettivo principale degli apparecchi di nuova generazione sia proprio quello di mettere a disposizione degli utenti apparecchi sempre più semplici, in modo da evitare la necessità di conoscere le tecniche di ricerca anche nel caso di situazioni complesse come quelle dei seppellimenti multipli e/o profondi. E però importante notare come sia nella fase di ricerca del primo segnale che in quella di localizzazione finale risulti ancora necessaria la perfetta conoscenza dei protocolli di ricerca classici (greca o linee parallele per il primo segnale, metodo a croce per la localizzazione finale). Inoltre, come suggerito dai manuali degli apparecchi stessi, nel caso di seppellimenti vicini di 4 o più sepolti, deve essere comunque adottata una strategia di ricerca classica (microgreca o metodo dei 3 cerchi). In definitiva si può concludere dicendo che il tentativo di risolvere i problemi di ricerca multipla mediante gli ARVA a tre antenne di ultima generazione non ha ancora prodotto i risultati sperati e che i metodi insegnati nei corsi delle Scuole del CA! mantengono tuttora al loro validità a prescindere dal tipo di apparecchio utilizzato. La Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata libera intende proseguire con le prove in campo tenendo anche conto delle più recenti versioni disponibili del software.

Con l’auspicio di fornire un contributo in direzione dello sviluppo di apparecchi sempre più affidabili e di facile utilizzo confidiamo nel proseguimento della cooperazione con le aziende italiane principali importatori di ARVA digitali. Per quanto riguarda le strategie di ricerca si desidera sottolineare l’importanza che continua ad avere la ricerca vista — udito sulla superficie della valanga. Questa modalità non va abbandonata solo perché si pensa di avere un apparecchio che risolve tutti i casi; si deve mantenere alle- nata la capacità di esplorare, soprattutto con gli occhi, per cogliere segni che mostrino la presenza o il passaggio del travolto. Riteniamo che non sia ancora il momento di abbandonare gli ARVA analogici; sono apparecchi che richiedono costante allenamento ma che garantiscono risultati soddisfacenti. Si conferma utile, dopo alcuni anni di utilizzo, una revisione presso la casa madre per evitare riduzioni di potenza nella trasmissione e in alcuni casi la difficoltà di ricezione durante la fase di localizzazione del sepolto. Resta fondamentale esercitarsi con il proprio ARVA nella ricerca di uno e due apparecchi sepolti.

Nei corsi sezionali, organizzati dalle scuole, oltre a continuare ad insegnare l’impiego degli apparecchi tradizionali, si dovrà progressivamente introdurre l’uso di questi nuovi ARVA: nei corsi base si potrà effettuare la ricerca di un solo travolto, mentre nei corsi avanzati ci si eserciterà anche con la ricerca multipla e con quella profonda.

Ringraziamenti
La C.N.S.A.S.A. vuole ringraziare:
Le aziende importatrici di ARVA presenti all’aggiornamento di La Thuile Ortovox italia Socrep S.r.l. per Mammut Tofisch per Pieps;
la Scuola Centrale di Scialpinismo;
l’istruttore di Scialpinismo Gianni Perelli Ercolini per la collaborazione.