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La ricerca in valanga con ARVA digitali

Pubblicato il: 11/02/2009 Commenti non abilitati

Alle sessioni di prova hanno partecipato sia ricercatori con buona o ottima conoscenza di questi apparecchi che ricercatori con nessuna conoscenza degli stessi. Nelle prove sono stati impiegati gli ultimi modelli dei tre apparecchi digitali a tre antenne attuai- mente più diffusi sul mercato e che sono: Pieps DSP V 5.0 (DSP), Mammut (Pulse), e Ortovox SI (Si).

Le prove degli apparecchi digitali a tre antenne sono state effettuate nelle seguenti condizioni:
a) Campi di ricerca di superficie pari a 50 m x 50 m per la ricerca di 2 trasmettitori (TX) e 20 m x 30 m per la ricerca di3TX.
b) Profondità di seppellimento dei TX non superiore a 50 cm.
c) Rispetto il più possibile rigoroso nelle operazioni di ricerca, delle indicazioni fornite sul display dagli apparecchi.
d) Per le prove di localizzazione in profondità si è utilizzato l’espediente di posizionare il TX su un sostegno posto a 2,5 m di altezza.
e) Stato di carica delle batterie ad inizio test del 100% per tutti gli apparecchi.
f) Utilizzo di TX con scostamento di frequenza nei limiti previsti dalle norme (457 kHz +1- 80 Hz)

Risultati delle prove di ricerca di due trasmettitori vicini
Sono state effettuate numerose differenti rilevazioni delle prestazioni e dei problemi evidenziati durante le prove di ricerca, di seguito vengono riportati i risultati più significativi ai fini di questo articolo.

Tempi di localizzazione
Il primo e più interessante parametro di valutazione, ai fini della possibilità di recuperare i travolti ancora in vita, è di certo il tempo necessario per la localizzazione della zona di scavo. In questa prova si è evidenziata una netta differenza tra le prestazioni di Pulse e quelle si. E però da segnalare come, per tutti gli apparecchi, i tempi medi rilevati abbiano presentato un sensibile scostamento attorno al valore medio di ciascun RX con due casi, sempre per S I , in cui il tempo di localizzazione del secondo TX ha superato i 10 mm. È altresì importante rilevare come il tempo medio di ritrovamento rappresenti un’indicazione non particolarmente significativa delle prestazioni richieste ad un apparecchio che deve essere utilizzato in casi di reale emergenza quali sono quelli delle operazioni di autosoccorso.

Numero di sepolti
Ogni modello di RX fornisce a display l’indicazione del numero di TX sepolti all’in- temo del campo dì ricerca. Le prove effettuate con TX analogici hanno evidenziato come spesso tale indicazione non corrisponda alla realtà. La figura 3 mostra le percentuali di casi in cui l’apparecchio in prova ha fornito sul display l’indicazione di un numero di TX diverso, più frequentemente superiore, da quello dei TX effettivamente presenti nel campo di ricerca. Di nuovo risulta importante evidenziare come questa anomalia possa avere ripercussione nel caso di operazioni di ricerca in casi reali.

Perdita della marcatura
Gli apparecchi a 3 antenne offrono la possibilità di distinguere (“marcare”) i TX già localizzati da quelli ancora da localizzare, in modo da rendere più agevole la ricerca di questi ultimi, cosa questa di particolare utilità per ridurre i tempi di localizzazione nel caso di ricerca multipla. Anche in questo caso però sono state rilevate delle segnalazioni erronee per ciascun RX, nelle percentuali riportate in figura 4. Per S i, in 3 casi su 4, questo fenomeno ha comportato il ritorno su di un TX già localizzato in precedenza.

Indicazione di arresto della ricerca
Il microprocessore che opera sui segnali ricevuti dalle tre antenne richiede, dei tempi di elaborazione dei segnali stessi. Qualora, nel caso di ricerca multipla, il microprocessore non riesca a distinguere tra i vari segnali in ingresso, l’apparecchio fornisce sul display l’indicazione di arrestarsi fino a quando non risultano nuova- mente distinguibili i segnali ricevuti. Senza voler entrare ora negli aspetti tecnici legati al tema della separazione dei segnali, interessa qui rilevare come questa occorrenza possa comportare un effetto negativo sul ricercatore che viene a sentirsi “impotente” nei confronti delle operazioni che sta svolgendo e che, in casi reali, sono legate al salvataggio di persone.

Perdita completa
dei segnali dei TX Sempre per i motivi legati alle elaborazioni effettuate dal microprocessore, accade talvolta che l’apparecchio “perda” completamente i segnali e dia indicazione sul display di ripartire con la modalità di ricerca del primo segnale. Anche questo fenomeno ha un effetto frustrante sul ricercatore per gli stessi motivi indicati al punto precedente.

Ulteriori prove
Oltre alle prove illustrate in precedenza, sono state effettuate numerose altre prove tra le quali: Portata massima e portata minima
Ricerca di un TX profondo Ricerca di 3 TX (digitali) vicini i cui risultati vengono per brevità raccolti nelle conclusioni.

La ricerca di 3 TX analogici vicini non è stata effettuata in modo metodico in base ai risultati non esaltanti di quella di 2 TX analogici. Le prove comunque effettuate hanno evidenziato con ancor maggior intensità le anomalie registrate per il caso di 2 TX analogici.