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Gestione di un incidente e attivazione del soccorso alpino

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L'obbiettivo principale a seguito di un incidente è quello di garantire all'infortunato la sopravvivenza e la massima limitazione dei danni, l'iter da seguire è:

1. valutazione della scena dell'incidente;
2. valutazione delle condizioni dell'infortunato;
3. primo soccorso;
4. allertamento del soccorso alpino;
5. eventuali manovre di autosoccorso;
6. gestione dell'intervento del soccorso alpino.

Valutare la scena dell'incidente significa innanzitutto rendersi conto di cosa è successo, di quante persone sono state coinvolte, valutare il luogo dove ci si trova e la sua eventuale pericolosità. Ovvero ad esempio, siamo in presenza di un luogo in piano o siamo in parete? Bisogna considerare anche la possibilità di essere a rischio di caduta di sassi o ghiaccio, eventuali crolli o frane, esposizione a fulmini ecc. Importante anche valutare la posizione dell'eventuale ferito: in particolare se si trova in un luogo asciutto e stabile o se siamo in presenza di acqua che scorre o di un corpo appeso in parete. Valutare anche la temperatura e le condizioni meteo locali. Tutte queste considerazioni ci serviranno per prendere una decisione (veloce) relativamente allo spostamento del ferito e di noi stessi dal luogo dell'incidente. Risulta chiaro che sarebbe meglio non muoversi, si perde tempo, si corrono dei rischi e si muove l'infortunato con possibili conseguenze sulla sua salute, ma le considerazioni fatte sulla base degli elementi di valutazione precedentemente raccolti potrebbero indurci a farlo. Risulta infatti prioritario spostarsi in caso di pericolo di scariche di sassi o ghiaccio, mentre e' necessario muovere il ferito nel caso si trovi a contatto con acqua corrente.

Valutare le condizioni dell'infortunato significa innanzitutto valutare la dinamica dell'incidente per farsi un'idea del tipo di trauma subito e poi compiere un'ispezione sul corpo dell'infortunato per rendersi conto del suo stato fisico. Nella maggior parte dei casi l'infortunato è cosciente e fornisce utili informazioni per la valutazione dei traumi subiti. Calmatelo e valutate anche il suo stato mentale; resta calmo, risponde in modo sensato oppure si distrae, si addormenta, non collega i fatti, non ricorda ecc. Cercate di farvi un'idea generale sia del lato fisico che mentale dell'infortunato, vi tornerà utile all'atto dell'allertamento del soccorso alpino. Ricordate che non siete dei medici, non formulate diagnosi azzardate e non intervenite al di la del primo soccorso.

Operare il primo soccorso è necessario nei casi in cui l'infortunato vada rianimato o non respiri o vada interrotta una grave emoraggia. Se il soccorso alpino può intervenire, non andate oltre: mantenete l'infortunato vivo, al caldo e all'asciutto, non spostatelo se temete possibili danni alla colonna vertebrale. Una trattazione maggiormente dettagliata del primo soccorso esula dagli scopi di questa dispensa.

Per allertare il soccorso alpino risulta molto comodo avere con se un telefono cellulare, in assenza di questo o del campo necessario al suo funzionamento è indispensabile raggiungere a piedi un posto da cui poter effettuare la chiamata. Se possibile, ovvero se si è in più di due, non abbandonare l'infortunato. Se si conosce preventivamente che la zona in cui si effettua l'escursione non è coperta dalla rete cellulare, una radio ricetrasmittente può essere un valido sostituto, ricordatevi però di concordare con qualcuno alla base (un amico, il gestore del rifugio ecc) la frequenza da utilizzare ed eventuali orari di trasmissione. In assenza di qualsiasi mezzo radio, si può utilizzare il segnale internazionale di richiesta di aiuto, che consiste in una serie di segnali sonori o luminosi, uno ogni 10 secondi per un minuto, seguiti da una pausa di un minuto, poi si ripete. La risposta di ricevuto messaggio di soccorso consta di un segnale ogni 20 secondi per un minuto, pausa di un minuto e poi si ripete. In ogni caso, lasciate detto a qualcuno (amici, parenti, al gestore del rifugio) dove andrete e che itinerario seguirete. Una volta raggiunto un punto da cui poter effettuare la chiamata, su quasi tutto il territorio nazionale il numero da comporre per ottenere soccorso è il 118. A questo numero risponde un infermiere professionale posto in una centrale operativa in grado di mobilitare il soccorso alpino. E' importante notare che non in tutte le centrali operative 118 dell'arco alpino è presente 24h su 24h un tecnico del soccorso alpino, quindi è necessario sincerarsi che l'operatore che vi ha risposto abbia capito che l'incidente è successo in montagna e in luogo impervio. In ogni caso, una volta che l'operatore ha capito di aver a che fare con un problema capitato in montagna, dispone di un protocollo operativo scritto dal soccorso alpino per la gestione di questo tipo di incidenti, il protocollo prevede le domande che l'operatore vi farà in seguito e le modalità a sua disposizione per l'allertamento del soccorso alpino