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Uso del GPS nello Scialpinismo

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Questo non vuole essere un manuale da cui apprendere l'uso del sistema satellitare, né un mezzo promozionale di questo strumento, bensì un'analisi di quelli che possono essere i vantaggi e gli svantaggi nell'uso pratico di quest'apparecchiatura in montagna.

Uno degli strumenti che ormai sta entrando, con sempre maggior frequenza, nel bagaglio degli alpinisti e scialpinisti è il GPS, soprattutto quando ci si addentra nei grandi spazi montuosi e ghiacciai dove l'orientamento diventa prioritario. Sul mercato, si trovano degli ottimi strumenti portatili, cartografici e non, che garantiscono questa funzione con una semplicità d'uso strabiliante. Il problema nostro, non solo Italiano ma dell'intera Europa a differenza degli Stati Uniti, è che non esistono delle carte topografiche delle nostre montagne, in formato digitale da poter scaricare sul nostro GPS.

Cos'è il GPS?
Il nome deriva dall'acronimo della parola inglese "Global Position System" ovvero sistema di posizionamento terrestre. L'apparecchio sulla terra capta passivamente i segnali radio trasmessi da una rete di 24 satelliti, che ruotano su orbite ben precise attorno alla terra, due volte al giorno. Lo strumento misura l'esatta frazione di secondo in cui il segnale, emesso dal satellite viene percepito a terra. Conoscendo la velocità di propagazione dell'onda (circa 300.000 Km/sec.) si può determinare la distanza tra lo strumento ed il satellite con una precisione inferiore al metro. Maggiore è il numero di segnali ricevuti (almeno tre per determinare la posizione) e tanto più accurato sarà il punto rilevato, specialmente nel valore della quota, che necessita di almeno cinque satelliti per cominciare ad essere attendibile. Analizziamo ora quelle che possono essere le esigenze di uno scialpinista, e vediamo se il GPS è in grado di dare un aiuto tale, da giustificarne l'acquisto.