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Inserita il: 25/04/2013 Nessun commento
Immagine dimostrativa che non riguarda l'itinerario

partiti mercoledì tarda mattinata da trieste, con calma arrivati alla luckerhaus verso le 15.00. giornata di sole. dal posteggio la cima del monte si mostra nella sua totale maestosità. imbastiamo il materiale e via verso il rifugio studelhutte dove pernotteremo. siamo partiti con il pensiero che ci sarà poca gente , visto l'infrasettimanale, (festa solo in italia) , rifugio quasi pieno! bom, abbiamo mangiato bene , bevuto un paio di birre e in busta. sveglia alle cinque, gran movimento di gente, zaini, scarponi, imbraghi, chiodi, corde...sono un pò preocccupato. la relazione che ho della gita è molto spartana, mentre qui tutti si prepareno con quantità di materiale da far paura. noi due abbamo un spezzone di corda e un paio di rinvii, abbiamo pensato, basta e vanza tanto c'è la farrata per la cima. partiamo dal rifugio verso le 6.15 , l'ambente è stuendo, un pò troppa gente , ma ci si perde abbastanza. a un certo punto bisogna sceliere se salire il nevaio a sx o puntare a destra per arrivare sul "pianoro", la seconda variante più lunga, la prima sembra più impegnativa, scegliamo la prima, la maggioranza è andata a destra. salendo, ho pensato di aver fatto una monata, infatti l'uscita del nevaio si passa facendo un traverso che da lontano non riesco a decifrare. poi arrivati li non è poi così delicato, passiamo agevolmente. ora manca il ripido pendio fino alla "ferrata", quì gran movimento di ricambio sci con ramponi. bene copiamo il resto della truppa e ci mettiamo sci in spalla. molti l'asciano sul posto gli sci. faticoso il pendio, sudo , il zaino pesa una cifra. ben arrivati dove per noi portare gli sci appresso non a senso. ora vediamo cosa voleva dire "i fittoni" . noi pensavamo ai classici chiodi che ti aiuti nelle ferrate, invece no. sono dei paletti alti un metro, spaziati uno dall altro 10-15 metri. bravi questi austriaci, meno ferrazza, più natura. la salita è agievole , andiamo su un pò in alternata un pò in conserva dipende dal passaggio. unica nota stonata la quantità di gente che si snoda per a tratti l'esile cresta. nel punto un pò più delicato c'è il carnaio! sembra di essere in una casba marocchina. alla prima pensiamo di riscendere, ma poi prevale l'idea di arrivare in cima , anche se dovremmo metterci in fila come dal dottore. portiamo pazienza, tanta pazienza. in cima quando arrivamo noi siamo in pochi 4-5 , ben siamo premiati. foto e ritorno. al passagio di prima , la situazione è un pò migliore. dimenticavo, la vista dalla cima è spettacolare. dal ultimo palo calziamo gli sci , stupenda sciata fino in valle. solo gli ultimi 300 metri un pò pesante ma comunque sciabile. è stato bellissimo. sbriscià paolo et igor

ATTENZIONE!!!!
Questo itinerario e' classificato come O.S.A. (OTTIMO SCIATORE ALPINISTA). Puo' presentare difficolta' e pendenze sostenute pertanto e' consigliabile solo a sciatori/alpinisti particolarmente esperti che abbiano anche una ottima capacita' di valutazione delle condizioni del manto nevoso.


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