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A ottant’anni sale sulla vetta del Kilimanjaro

Pubblicato il: 09/02/2009 Nessun commento

Impresa di Adelchi Brachetti, classe 1929: «Non pensavo di farcela davvero»

TRENTO. Non è la vetta più difficile del mondo, ma il Kilimangiaro, con i suoi 5.895 metri (la cima più alta dell’Africa), presenta difficoltà fisiche e mentali notevoli per tutti. Cento chilometri fra salita e discesa, con la grande incognita della quota e dell’a cclimatazione. Adelchi Brachetti, origini marchigiane ma da anni residente a Villazzano, il 15 gennaio ha toccato la punta del Kilimanjaro. La cosa non farebbe grande notizia se sulla carta d’i dentità di Brachetti non ci fosse scritto, nello spazio riservato all’anno di nascita, 1929.

Insomma, ottant’anni tondi. La sua impresa ha raggiunto anche le orecchie dei guardiani del famoso parco della Tanzania, che hanno consacrato Adelchi come l’uomo più anziano ad aver toccato la vetta di questo gigante africano. Adelchi aveva una guida d’eccezione, Renzo Benedetti, alpinista della val di Cembra che conta nel suo curriculum già alcuni 8000. E’ stato proprio Benedetti ad organizzare la spedizione africana, alla quale hanno partecipato altri quattro trentini: Claudia Paolazzi, Rino Zendron, Giorgio Piazza e Franco Isabella.

Dopo aver raggiunto l’ingresso del parco, a 1.800 metri, e dopo alcuni giorni di acclimatazione, il gruppo, accompagnato da 23 portatori, hanno raggiunto in quattro tappe l’ultimo campo, a 4.600 metri di quota. «L’ultimo giorno siamo partiti alle 2 del mattino - spiegano Benedetti e Brachetti - e alle 7.30 eravamo sulla vetta del Kilimanjaro». «Fatica? Durante la salita ho proceduto con il passo giusto - spiega Adelchi - qualche difficoltà l’ho avuta solo al rientro a causa dell’elevata differenza di dislivello che abbiamo dovuto coprire».

L’idea di portare l’ottantenne sul Kilimanjaro è stata proprio di Benedetti: «Ci siamo conosciuti tempo fa in Nepal, dove Adelchi (che nel 2005 è anche salito sull’Island Peak, 6.200 metri a poca distanza dall’Everest) stava facendo un trekking». «All’inizio non pensavo ce l’avrei fatta - spiega il pensionato - ero preoccupato soprattutto per la quota: dopo i 5.300 metri diventa davvero dura». Invece tutto è andato per il meglio e il «record» dell’ottantenne è stato celebrato con una grande festa: «Che hanno fatto pagare a me!».

Autore: Trentino Corriere delle Alpi
Tratto da: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/

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