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Cala la febbre del pianeta

Pubblicato il: 11/11/2008 Nessun commento

I dati raccolti a scala mondiale dal GHCN (Global Historical Climatology Network), la rete di stazioni per il monitoraggio del clima, ha infatti rilevato che nel periodo gennaio-maggio del 2008 il surriscaldamento del pianeta è stato, rispetto al periodo 1951-1980, appena di + 0,445 °C, il valore più basso degli ultimi 15 anni, dopo quello del 1996. Anzi, i dati termometrici rilevati dai satelliti meteorologici indicano che nel maggio 2008 la medio-bassa troposfera (1-8 km) si è addirittura raffreddata di 0,2-0,3 °C. Il rallentamento del Global Warming è stato senz'altro propiziato dalla presenza ininterrotta, dall' ottobre 2007 e fino al maggio 2008, dalla Niña, l'anomalo raffreddamento delle acque del Pacifico equatoriale (una superficie vasta quanto 1/7 dell'intero pianeta) e che, a cadenza di 4-6 anni, interessa appunto la superficie del Pacifico posta tra le coste dell'Australia e quelle del Cile e del Perù.

Ma ormai la Niña è cessata e pertanto, qualora la frenata nel Global Warming dovesse persistere anche nei prossimi mesi, allora diviene credibile l'ipotesi recentemente formulata dalla NOAA (National Oceanic Atmospheric Admninistration) di un imminente incipiente raffreddamento delle acque del Nord Atlantico, dopo il periodo di forte surriscaldamento durato dal 1980 a oggi e che ha stravolto l'andamento climatico delle stagioni in Europa. Il fenomeno, scoperto nel 1999 e noto come AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) sembra essere, infatti, il principale fattore regolatore del clima a livello europeo. In particolare il probabile ritorno, negli anni a seguire, a una fase "negativa" nella AMO (acque del Nord Atlantico più fredde del normale), simile alla fase negativa iniziata alla fine degli anni '50 e durata fino agli anni '80, riporterebbe stagioni simili a quelle avute 20-50 anni fa. Il clima "old style" che ha caratterizzato l'inverno-primavera del 2008 e del 2004 potrebbe insomma indicare il primo sussulto di questo cambiamento.

Autore: Andrea Giuliacci
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