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Valanga in Val Fonda, due morti e un ferito gravissimo - UPDATE

Pubblicato il: 01/03/2015 Nessun commento

E' di due morti e un ferito grave il bilancio della valanga che si è abbattuta in Val Fonda, sopra Misurina. Un quarto escursionista è rimasto illeso. Il gruppo era parte del Soccorso alpino del Centro Cadore

AURONZO DI CADORE. E' morto anche Daniele Costan Zovi, finanziere Sacs di 29 anni di Calalzo: il bilancio della valanga in Val Fonda è sempre più tragico. Ieri mattina, subito dopo la slavina, era stato trovato il corpo senza vita di Tiziano Favero, 44enne di Valle di Cadore. Un altro escursionista, Mirco De Col 36 anni di Perarolo, è gravemente ferito. Illeso ma sotto shock Maurizio Bergamo, consigliere comunale a Pieve, capo stazione Cnsas.

Il gruppo risaliva fino a Forcella del Cristallino, sul Monte Cristallo.iSolo il rumore degli sci sulla neve, ieri mattina attorno alle 9 in Val Fonda. Un po’ di sole e rischio slavine in grado 2, moderato. E solo la notte ventata poteva cambiare le regole, rendendo instabile il manto in cima. Solo un peso insopportabile poteva originare fratture nel manto nevoso. La Forcella da scollinare è ormai lì a una cinquantina di metri dal gruppetto: i quattro scialpinisti sono molto esperti, in tre sono del Soccorso alpino, il quarto Tiziano Favero è appassionato da sempre.

Giusto il giorno prima la stazione Centro Cadore era stata impegnata in un’esercitazione valanghe. Procedono distanti gli uni dagli altri (Favero e De Col più sopra, poi Costan Zovi, quindi Bergamo più in basso) quando il boato squarcia la valle e annuncia l’imponderabile: il fronte si stacca imponente qualche decina di metri sopra i primi due scialpinisti. La slavina ha un fronte dai 40 ai 70 metri e scenderà per 150.

Circa un metro di neve addosso: Tiziano Favero è stato l’ultimo ad essere stato trovato, dopo 15-20 minuti sotto il peso della valanga. Il 44enne di Valle, solo due anni fa, aveva già visto in faccia il terrore bianco (a Casera Razzo: un morto) ma in quell’occasione aveva potuto indossare i panni di soccorritore di un compagno d’escursione.

Maurizio Bergamo riesce a tirarsi fuori dall’inferno con due veloci diagonali: resta illeso. È lui a dare l’allarme al 118 e a iniziare subito la ricerca dei compagni sepolti, aiutato da altre persone che si trovavano nelle vicinanze. Il capostazione riesce a disseppellire Mirco De Col, il più in superficie in quanto indossava l’airbag da valanga. Con altri scialpinisti in zona (ieri Val Fondo era affollata) è stato individuato anche Costan Zovi. Quando sono sopraggiunti, gli elicotteri del Suem di Pieve di Cadore e dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano hanno sbarcato, medici, tecnici del Cnsas di Auronzo, Cortina, Dobbiaco, San Vito e Centro Cadore e unità cinofile degli equipaggi, che hanno continuato a scavare e hanno ritrovato ed estratto anche il terzo sciatore, con il supporto dei soccorritori arrivati nel frattempo. Per Favero però, rimasto nella neve 15-20’, il medico non ha potuto che constatare il decesso. In volo anche le squadre dei vigili del fuoco di Belluno e Cortina, portati dall’elicottero che s’è alzato da Venezia. Quindi il Sacs della guardia di Finanza di Cortina, Auronzo e Prato Drava (Bolzano).

Le indagini sono del Soccorso alpino della Finanza di Auronzo su delega del sostituto procuratore Roberta Gallego. Ieri il capostazione Bergamo è stato sentito per una ricostruzione degli eventi: l’inchiesta propende per una disgrazia.

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Tratto da: Corriere delle Alpi

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