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Gran San Bernardo, valanga su un gruppo di italiani: tre morti e due feriti, uno è gravissimo

Pubblicato il: 21/02/2015 Nessun commento

E' successo sul versante svizzero: gli scialpinisti erano diretti verso l'Ospizio al colle. Gli escursionisti, in cinque, sono stati portati all'ospedale di Martigny. Tre sono deceduti durante il trasporto a valle, uno è gravissimo e un altro è lievemente ferito. I soccorsi ostacolati dal maltempo

Una valanga di grosse dimensioni ha travolto oggi pomeriggio, alle 13,40, cinque scialpinisti italiani sul versante svizzero del Gran San Bernardo. Il gruppo era diretto all'ospizio del Gran San Bernardo quando è stato investito dalla slavina: tutti sono stati estratti dalla neve e trasferiti in elicottero in ospedale a Martigny. Tre di loro, riferisce il portavoce della polizia cantonale del Vallese, Jean-Marie Bornet, sono morti e un altro è in gravi condizioni. Uno solo è lievemente ferito. Secondo quanto si è appreso, gli escursionisti erano in fase di salita verso il rifugio in condizioni di maltempo e forte vento, sci ai piedi, quando sono stati travolti dalla valanga: un paio sono riusciti ad uscire dalla neve, gli altri sono rimasti sepolti.

L'incidente è avvenuto in una località dal nome tristemente evocativo, La Combe des Morts, ovvero "la conca dei morti", poco sotto l'ospizio, a circa 2000 metri di quota. La valanga - relativamente poco prevedibile, visto che l'allerta slavine segnalava un rischio di 2 su una scala di 5 - aveva un fronte di cento metri ed era lunga 200-300: alcuni escursionisti, riferisce ancora la polizia, sono stati estratti da una coltre di neve spessa due metri e mezzo dentro un avvallamento. Le operazioni di soccorso sono state rese difficili dalle pessime condizioni meteo che hanno inizialmente impedito agli elicotteri di Air Glaciers, poi intervenuti in forze e atterrati alla base della slavina, di salire in quota. Ma i soccorritori, accompagnati dai cani antivalanga, hanno dovuto comunque compiere a piedi l'ultimo tratto di pendio.

L'itinerario dove è avvenuta la tragedia è considerato una "classica" dello scialpinismo. Il percorso parte dall'uscita del tunnel del Gran San Bernardo, vicino ai vecchi impianti del Super Saint-Bernard. La salita avviene quasi esclusivamente lungo una strada asfaltata e ricoperta di neve, senza particolari pendenze. "E' un itinerario facile - spiegano le guide alpine della zona - anzi facilissimo. Al colle del Gran San Bernardo si sale tutto l'anno, in qualsiasi condizione. L'unico tratto pericoloso è quello dove si trovavano i cinque: si tratta di circa 300 metri, sul fondo di una stretta valle proprio sotto l'ospizio, che sono esposti alle slavine". Già in passato si sono verificati analoghi incidenti proprio in quel punto. Nonostante il pericolo valanghe non fosse elevato, nelle ultime 24 ore ha soffiato un forte vento che ha provocato accumuli di neve. Proprio il cedimento spontaneo di uno di questi potrebbe aver provocato la slavina.

Prima del tragico bilancio definitivo il pomeriggio è trascorso nell'incertezza sulla sorte del gruppo di italiani: sulle prime il sindaco di Bourg Saint Pierre ha parlato di "vittime", poi la Polizia cantonale lo ha smentito spiegando che erano tutti salvi: quattro illesi e un solo ferito lieve. Versione poi cambiata dalla stessa polizia: quattro in rianimazione, un ferito lieve. Poi, alle 18,30, la drammatica rettifica: tre morti e un ferito gravissimo. Solo il quinto escursionista portato in ospedale non è in pericolo di vita. Ancora non sono stati resi noti i nomi delle vittime.

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Tratto da: La Repubblica

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