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Valanghe: sette morti e un disperso

Pubblicato il: 09/12/2008 Nessun commento

LA TRAGEDIA È AVVENUTA SULLA MONTAGNA SOPRA TORRE PELLICE, NEL TORINESE

TORINO - Domenica di valanghe nelle Alpi, che hanno provocato in tutto sette morti e un disperso. È di tre morti e un disperso il bilancio di una valanga caduta nel Torinese. Il bilancio si è aggravato al ritrovamento di un terzo cadavere dopo gli altri due rinvenuti domenica. L'incidente è accaduto nella Conca del Prà, in Val Pellice, sulla montagna sopra Torre Pellice. La slavina che ha travolto i quattro sci alpinisti si è staccata a 2.200 metri di quota, tra il rifugio Jervis e il rifugio Granero. A dare l'allarme è stato il gestore del rifugio Jervis che sapeva della presenza del quartetto. Un corpo è stato recuperato grazie all'intervento dei cani, l'altro è stato trovato quasi in superficie. Si tratta di Walter Rivoira, 44 anni, di Torre Pellice (Torino) e Massimo Podio, 42 anni, di Bagnolo Piemonte (Cuneo). I corpi delle vittime sono stati trasportati alla camera mortuaria di Bobbio Pellice (Torino). Con loro c'erano anche Marco Capone, 31 anni, di Torre Pellice e Federico Negri, 44 anni, di Torino, l'uomo trovato morto lunedì. Secondo una prima ricostruzione, gli sci alpinisti avrebbero fatto un volo di oltre 200 metri.

ALPI FRANCESI - Pietro Buscaglia, 31 anni, è morto investito da una valanga nelle Alpi francesi. Lo ha annunciato la gendarmeria transalpina. L’uomo, originario di Biella, stava sciando con un gruppo di sette persone nella valle dell’Ubaye, a 2.400 metri di altitudine, quando è stato investito dalla valanga. I compagni, anche loro italiani, sono riusciti a estrarlo dalla massa di neve ma all’arrivo dei soccorsi, il 31enne era deceduto. Altri due sciatori hanno perso la vita a causa delle valanghe questo fine settimana nelle Alpi francesi mentre sciavano fuori pista. Meteofrance, il servizio metereologico francese, aveva lanciato fin da venerdì un allarme valanghe.

CIME DI LAVAREDO - È morto anche l’escursionista trovato in fin di vita domenica sera dalle squadre del soccorso alpino di Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno, incastrato in un buco nel ghiaccio e semisommerso dall’acqua. S.R., italiano di 56 anni, era stato con una comitiva di toscani a fare un giro con le racchette da neve sotto le Tre Cime di Lavaredo. Al momento di rientrare nel primo pomeriggio, nella discesa dal rifugio Auronzo a malga Rin Bianco, è rimasto indietro e ha proseguito il giro per conto proprio. I compagni di escursione lo hanno visto l’ultima volta alle 15,30. Più tardi, preoccupati dalla prolungata assenza, hanno lanciato l’allarme. L'uomo aveva provato ad attraversare un ponte di ghiaccio sopra un torrente, quando ai suoi piedi si è aperto un buco in cui è precipitato.

POZZO SULLE APUANE - Un uomo invece è morto cadendo in un pozzo carsico delle Alpi Apuane mentre stava compiendo un'escursione sul Pania della Croce, nel canalone della Vetricia. L'incidente è avvenuto domenica all'imbrunire, mentre l' escursionista stava tornando al rifugio Rossi. L'uomo è scivolato, precipitando per 110 metri. «È difficile sopravvivere a un salto del genere», dicono i responsabili del soccorso alpino. A dare l' allarme le due persone che erano con lui, che hanno fatto un inutile tentativo di raggiungere il compagno. Lunedì mattina un uomo è precipitato lungo un sentiero che da Finestra Vandelli porta alla Tambura, nel Comune di Massa.

Autore: Corriere della Sera
Tratto da: Corriere della Sera

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