Oh Eun-Sun è la regina delle vette ha scalato tutti gli ottomila
Fonte / Autore: Corriere della Sera
Ha raggiunto la vetta dell’Annapurna (8.098 metri), l'ultimo traguardo che le mancava
KATHMANDU - Ha percorso a gattoni gli ultimi metri che la separavano
dalla vetta dell’Annapurna, poi si è alzata, ha sventolato la bandiera e,
singhiozzando, ha aperto le braccia gridando: "Vittoria". Così Oh Eun-
Sun è entrata nella leggenda. Stamane l’alpinista sudcoreana, 44 anni, è
diventata la prima donna a calcare la vetta di tutti e 14 gli Ottomila
della Terra. La sua impresa, resa possibile da un massiccio spiegamento
di risorse umane e logistiche, è stata ritrasmessa in diretta dalla
televisione sudcoreana KBS. La sfida alle vette tra le donne, ormai
ristratta a due alpiniste impegnate nel traguardo di scalare tutti gli
ottomila del mondo, è stata così vinta dall'alpinista sudcoreana, che ha
bauututo "sul filo di lana" la basca Edurne Paseban. A entrambe
mancava l'ultimo traguardo e la sudcoreana ha raggiunto per prima il
suo quattordicesimo e ultimo Ottomila.
E’ la prima donna al mondo a riuscire in questa impresa. La sua salita è stata seguita in diretta dalla televisione sudcoreana. Miss Oh, 44 anni, ha raggiunto la vetta del K2 e dell’Everest con l’ausilio dell’ossigeno. La sua impresa è in parte inficiata dai dubbi sulla sua salita del Kanchenjunga, terza vetta più alta del mondo.
La prima rete televisiva sudcoreana ha mostrato in diretta le immagini di Miss Oh che arriva in vetta e pianta la bandiera sudcoreana sulla vetta dell’Annapurna. L’alpinista era partita all’1.45 di martedì mattina (ora locale) e aveva superato quota 7.800 alle 7.15, sempre ora locale. La vetta della "Dea dell’abbondanza", considerato uno degli Ottomila più pericolosi della catena himalayana, è a quota 8.098 metri. L’impresa compiuta da Oh Eun-Sun riuscì in campo maschile nel 1986 all’alpinista altoatesino Reinhold Messner. La salita si è svolta con condizioni meteo particolarmente difficili: lunedì i fortissimi venti avevano costretto l’alpinista a fermarsi un giorno in più al Campo 3.
LA SFIDA CON LA PASUBAN - Il 16 aprile scorso la vetta dell’Annapurna era stata calcata da Edurne Pasaban, che con quella cima aveva raggiunto quota 13 Ottomila. L’alpinista 37enne basca si trova adesso sullo Shisha Pangma, suo ultimo obiettivo.
I DUBBI SULLA SCALATA DELLA SUN - Terminata la fatica per la conquista dell'Annapurna, l'alpinista sudcoreana Oh-Eun-Sun è attesa da un'altra prova decisiva: dimostrare di aver raggiunto il 6 maggio del 2009 la vetta del Kangchenjunga, 8.586 metri, in Nepal. Al rientro a Kathmandu, insieme al suo sherpa affronterà infatti un colloquio con l'americana Elizabeth Hawley, unanimemente riconosciuta come un'autorità nel settore e l'unica "autorizzata" a confermare o meno la conquista di una vetta in Himalaya. «Miss Oh e il suo sherpa - ha detto nei giorni scorsi la Hawley alla Bbc - hanno riferito ad un mio assistente di aver raggiunto la cima del Kangchenjunga e non abbiamo motivi di dubitare di loro. Però abbiamo deciso di raccogliere le loro testimonianze al più presto per chiarire tutto». Al centro della "querelle" una foto che Miss Oh avrebbe scattato sotto la vetta - a causa del maltempo - in cui si vede una roccia mentre in quei giorni - secondo quanto riferito da altri alpinisti - la cima era ricoperta interamente dalla neve. Inoltre l'alpinista sudcoreana disse di non aver visto nulla in vetta mentre altre spedizioni salite nei giorni successivi riferirono che c'erano molte bombole di ossigeno.
NIVES MEROI: «POCA AVVENTURA E TROPPI SOLDI» - Da questa corsa al fotofinish in alta quota, scandita da cronometri e spedizioni pesanti e fortemente mediatizzate, si è tirata fuori l’italiana Nives Meroi, che di Ottomila ne aveva saliti ben 12, tutti rigorosamente senza ossigeno e tutti in compagnia del marito, Romano Benet. La Meroi ha avuto parole critiche per questa corsa alle vette: «Alla fine vincono i soldi, che addomesticano le avventure e non c'è più il coraggio di mettersi in gioco». Troppo tardi ormai anche per un’altra grande protagonista, l’austriaca Gerlinde Kaltenbrunner, sempre con 12 Ottomila, che senza dare troppo nell’occhio, sta tentando in questi giorni l’Everest da Nord.
Commenta questo articolo
I campi contrassegnati con (*) sono obbligatori
con una organizzazione del genere e con l'ossigeno, questa e' falsita' alpinistica. Io sto con La Meroi e la Kaltenbrunner, mi piacerebbe vederle arrivare insieme al loro 14 ottomila, fatto onestamente